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Posts Tagged ‘wittgenstein’

Naaa, Franco non ha lo spessore…

31 marzo 2011 Lascia un commento

Lo so…. E’ come sparare sulla Croce Rossa e bisogna sempre ricordarsi che non è facile pensare e comportarsi da persona seria, quando il tuo capo si sente uno statista solo promettendo casinò, campi da golf, Nobel per la pace e benzina gratis a quattro pescatori rincoglioniti di TV…

Però, eccheccazzo, pure io, senza leggere il “Manuale del diplomatico belloccio”, sapevo le risposte “giuste” a quelle domande. Cosa si può e cosa non si può dire, indipendentemente da ciò che si pensi…

Via Wittgenstein e Francesco Costa e Piovono rane e Mantellini e …

Ah… Come si dice inadeguatezza in inglese?

Foof(fa)

17 febbraio 2011 1 commento

Ispirato da questo utile e illuminante (anche se forse non era difficile arrivarci) post di Luca Sofri, mi permetto di consigliarvi un simpatico add-on di Firefox (magari esiste anche per altri browser).

Si chiama Foof e, se attivato, riconosce automaticamente il contenuto pubblicitario nelle pagine web e, o lo toglie, o lo sostituisce con contenuti da lui giudicati più rilevanti.

Io glieli faccio togliere e basta.

Occhio che crea dipendenza… Io ho faticato un po’ a capire di cosa stesse parlando Luca perché io le pubblicità su Repubblica.it non le vedo proprio e sono ormai abituato a non vederle.

Infine, vi avverto anche che leggersi il giornale sul computer di qualcun altro, d’ora in poi potrebbe essere uno shock.

Artifizi

22 novembre 2010 3 commenti

Me lo ero chiesto anch’io. E mi ero risposto una cosa del genere.

[…] perché un crescente numero di programmi televisivi sia spezzato in un’introduzione iniziale a cui è dato un diverso nome (“anteprima di”, “prima di”, “in attesa di”, “Ante-“ “Quelli che aspettano”, eccetera”) e il programma vero e proprio. Con a volte persino un’ulteriore sezione finale a sua volta ribattezzata.
È un trucco da Auditel. In sostanza, serve a isolare la rilevazione solo sulla parte del programma che fa ascolti maggiori: vuoi perché gli ascolti maggiori si fanno nella parte centrale (o finale, ma non sempre), vuoi perché le interruzioni pubblicitarie abbassano i numeri complessivi del programma. E quindi, essendo le interruzioni in numero fisso, si “scarica” la prima (e a volte l’ultima), eliminandola dal corpo della puntata e avviando il conteggio solo dopo che è terminata. Così, gli ascolti di cui leggiamo rispetto a tutti questi programmi sarebbero di fatto più bassi, se valutassero più correttamente la puntata dal suo inizio alla sua fine.

(Via Wittgenstein)