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Posts Tagged ‘ruby’

Màs pilu para todos

11 aprile 2011 Lascia un commento

E’ facile, lo so… Ma se le cerca.

<< L’avevo aiutata – aggiunge – e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare con un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria >>

Da Repubblica.it

E poi queste parole mi sembrano una giusta metafora di tutta questa storia di Ruby… Non si capisce un granché, si mistifica molto, ma è chiaro a tutti che alla fine si tratta di pelo.

Voglio scendere

19 gennaio 2011 1 commento

Su Ruby e Bunga Bunga vari si è detto di tutto in questi giorni. Alcune riflessioni su quanto è emerso le ho fatte anch’io e avrei potuto anche scriverne se non fosse arrivato qualcuno prima.

Lo schifo che mi fa Emilio Fede, la povertà di spirito di questo galliname multi-etnico fuori e milanese-da-bere dentro, la lingua che parlano queste persone (“ne vedrai di ogni” ripetuto tre volte), la beneficenza pelosa (nel senso di pilu) tramite il Ragioniere, l’evocazione di Alvaro Vitali, i Sindacati di Polizia che si indignano per l’uso pecoreccio della divisa (ma non per quello che sono costretti a fare, ubbidendo e e soprattutto tacendo, alcuni loro colleghi), le idee poco chiare o in malafede su cosa si possa e non possa fare in un’inchiesta giudiziaria, la posizione desolante delle donne del PdL, la mia impressione da profano sulla debolezza giuridica dell’impianto accusatorio, lo squallore del palazzo dove le tiene, la facilità con cui queste rimangono senza soldi (una volta non raccontava della madre che si faceva 6 volte il giro del mercato, ecc.?) e, dulcis in fundo, la fidanzata a orologeria.

In un paese normale, il nostro e tutta la sua banda di accoliti, lenoni e paraninfi si sarebbe dimessa in tempo zero e probabilmente avrebbe anche lasciato il paese in un turbinio di secchiate di merda. Ma in un paese normale probabilmente ci si sarebbe fermati prima.

Qui invece no, ed è il punto chiave di tutta la vicenda. Qui la gente continua a stare dalla sua parte, aggrappandosi alle minchiate che sente, come un mantra, in televisione: “violazione della privacy“, “a casa sua fa quello che gli pare“, “Marrazzo va con i trans“, “non è un reato“, “Ruby dice che non hanno avuto rapporti“, ecc.

Il problema è che questa gente, questa finezza di pensiero, questi acuti analisti rimarranno anche dopo che lui si sarà tolto di mezzo.

Update: genio!

Prigionieri del Drive-in

15 gennaio 2011 Lascia un commento

Da Repubblica di oggi:

Cena un po’ noiosa. Parla sempre il presidente. Racconta barzellette, canta. Tutti sono chiamati soltanto a ridere e a cantare in coro. È soltanto un preludio. Dopo cena, si scende in quella che tutti chiamano  –  dicono A e B  –  “la sala del bunga bunga”. È più o meno una discoteca, un banco con l’asta per la pole dance, divani, divanetti, “camerini” dove le ragazze si travestono da infermiere, da poliziotte, tutte con il seno nudo e poi improvvisano uno striptease (stripper anche la Minetti), mimano scene di sesso. Devono essere “convincenti”, “spregiudicate”, disinvolte e molto disinibite ché le performance migliori saranno premiare con un invito a restare per la notte (allo spettacolino sono presenti Rossella e Fede).

Nipoti

30 ottobre 2010 Lascia un commento

Il Sassaroli aveva capito tutto.

Altro che Mubarak.

Gradazioni di fango

28 ottobre 2010 Lascia un commento

Il fango (che poi si sa di che cosa è eufemismo) va di moda, anche se spesso è difficile distinguerlo dal materiale di base che costituisce chi ne viene periodicamente inondato, ma noto con piacere che c’è ancora un certo fair-play.

Ruby fa i nomi delle ospiti. C’è intero il catalogo del mondo femminile di Silvio Berlusconi: conduttrici televisive celebri o meno note, star in ascesa, qualcuna celeberrima, starlet in declino, qualche velina, più di una escort, due ministre, ragazze single e ragazze in apparenza fidanzatissime, e Repubblica non intende dar conto dei nomi

Tutta la storia qui. Squallidina anzichennò.