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Il senso di certe vite

6 aprile 2011 1 commento

C’è un manipolo di senatori che ha presentato un ddl costituzionale per abolire la parte della Costituzione in cui si vieta la ricostituzione del partito fascista.

A me della cosa e della levata di scudi bipartisan che ne è seguita, frega relativamente per due motivi:

  1. perché, come dice Alessandro, anche se è un’evidente cazzata, tutto dovrebbe poter essere abrogato in democrazia e il bel gesto dei “levatori di scudi” sarebbe votare compatti contro la proposta, dopo averla lasciata presentare;
  2. perché i fascisti (sia cripto-, sia neo-, sia ur-, sia fascisti e basta) esistono ed esisteranno sempre, sia con sia senza partito.

Quello che rilevo e che mi infastidisce davvero di tutta questa faccenda è che ci siano (nel 2011!) almeno 5 persone che, interpretando il loro mandato parlamentare e ritenendo di fare un “servizio” al paese, abbiano queste priorità e propongano siffatte minchiate.

E.S.P.

10 gennaio 2011 1 commento

Dire che mi ha letto nel pensiero, sarebbe un understatement. Via Metilparaben.

Cari amici, mi corre l’obbligo di comunicarvi una clamorosa notizia: che la cosa vi piaccia o no, in Italia la gente bestemmia.
La cosa, tra l’altro, avviene piuttosto frequentemente, in una miriade di luoghi e di situazioni diverse, con infinite varianti dialettali e spesso per motivi futili, se non addirittura per scherzare o semplicemente per abitudine: si bestemmia tutti i giorni negli uffici, nelle scuole, nei campi sportivi, negli ospedali, nelle fabbriche e in qualsiasi altro posto in cui sia dato rilevare, sia pure in quantità minimale, la presenza umana.
Ebbene, siccome a me pare che la rappresentazione della realtà sia l’unico motivo in base al quale il Grande Fratello possa assumere un significato degno di nota, finendo per diventare perfino prezioso proprio perché ha il merito di svelare impietosamente in quale mediocrità sia precipitata una parte assai consistente del nostro paese, delle due l’una: o si consente che i partecipanti interpretino autenticamente se stessi -e quindi oltre a mangiare, bere, trombare e cagare bestemmino, se è quello che fanno abitualmente-, oppure si decide di abolire i reality e li si sostituiscono con delle fiction, nelle quali i protagonisti fanno e dicono le cose che qualcun altro ha scritto su un copione dopo averle inventate.
Protestare per le bestemmie dal Grande Fratello, insomma, significa rifiutare la realtà così com’è, per quanto indecente possa sembrare, e fare in modo che ne venga dipinta una completamente diversa, corretta come si ritiene più opportuno e depurata di tutto quello che si ritiene impresentabile.
Si chiama nascondere la testa sotto la sabbia, e trovo che sia l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia dilagante nella quale siamo costretti a sguazzare.