Archivio

Posts Tagged ‘berlusconi’

Màs pilu para todos

11 aprile 2011 Lascia un commento

E’ facile, lo so… Ma se le cerca.

<< L’avevo aiutata – aggiunge – e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare con un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria >>

Da Repubblica.it

E poi queste parole mi sembrano una giusta metafora di tutta questa storia di Ruby… Non si capisce un granché, si mistifica molto, ma è chiaro a tutti che alla fine si tratta di pelo.

Ognuno ha lo staff che si merita

28 febbraio 2011 Lascia un commento

Da Repubblica.it

Voglio scendere

19 gennaio 2011 1 commento

Su Ruby e Bunga Bunga vari si è detto di tutto in questi giorni. Alcune riflessioni su quanto è emerso le ho fatte anch’io e avrei potuto anche scriverne se non fosse arrivato qualcuno prima.

Lo schifo che mi fa Emilio Fede, la povertà di spirito di questo galliname multi-etnico fuori e milanese-da-bere dentro, la lingua che parlano queste persone (“ne vedrai di ogni” ripetuto tre volte), la beneficenza pelosa (nel senso di pilu) tramite il Ragioniere, l’evocazione di Alvaro Vitali, i Sindacati di Polizia che si indignano per l’uso pecoreccio della divisa (ma non per quello che sono costretti a fare, ubbidendo e e soprattutto tacendo, alcuni loro colleghi), le idee poco chiare o in malafede su cosa si possa e non possa fare in un’inchiesta giudiziaria, la posizione desolante delle donne del PdL, la mia impressione da profano sulla debolezza giuridica dell’impianto accusatorio, lo squallore del palazzo dove le tiene, la facilità con cui queste rimangono senza soldi (una volta non raccontava della madre che si faceva 6 volte il giro del mercato, ecc.?) e, dulcis in fundo, la fidanzata a orologeria.

In un paese normale, il nostro e tutta la sua banda di accoliti, lenoni e paraninfi si sarebbe dimessa in tempo zero e probabilmente avrebbe anche lasciato il paese in un turbinio di secchiate di merda. Ma in un paese normale probabilmente ci si sarebbe fermati prima.

Qui invece no, ed è il punto chiave di tutta la vicenda. Qui la gente continua a stare dalla sua parte, aggrappandosi alle minchiate che sente, come un mantra, in televisione: “violazione della privacy“, “a casa sua fa quello che gli pare“, “Marrazzo va con i trans“, “non è un reato“, “Ruby dice che non hanno avuto rapporti“, ecc.

Il problema è che questa gente, questa finezza di pensiero, questi acuti analisti rimarranno anche dopo che lui si sarà tolto di mezzo.

Update: genio!

Prigionieri del Drive-in

15 gennaio 2011 Lascia un commento

Da Repubblica di oggi:

Cena un po’ noiosa. Parla sempre il presidente. Racconta barzellette, canta. Tutti sono chiamati soltanto a ridere e a cantare in coro. È soltanto un preludio. Dopo cena, si scende in quella che tutti chiamano  –  dicono A e B  –  “la sala del bunga bunga”. È più o meno una discoteca, un banco con l’asta per la pole dance, divani, divanetti, “camerini” dove le ragazze si travestono da infermiere, da poliziotte, tutte con il seno nudo e poi improvvisano uno striptease (stripper anche la Minetti), mimano scene di sesso. Devono essere “convincenti”, “spregiudicate”, disinvolte e molto disinibite ché le performance migliori saranno premiare con un invito a restare per la notte (allo spettacolino sono presenti Rossella e Fede).

Perleaks

2 dicembre 2010 Lascia un commento

Sul sito del Guardian è disponibile il famoso messaggio della Elizabeth Dibble su Berlusconi, di cui si è parlato a lungo, ma nessuno aveva ancora letto, almeno non io. Vi metto alcune perle,ma sul sito de “Il Post” è disponibile, tradotto, in versione integrale.

Va detto, cosa che a me è sorta del tutto nuova, che questo cable non era un rapportino tanto al chilo che sarebbe andato perso in mezzo a milioni di altre scartoffie, ma si rivolgeva (il 9 giugno scorso) direttamente a Obama e gli dava consigli su come trattare (e prima ancora interpretare) Berlusconi. Certo, ci saranno persone più influenti della buona Elizabeth, ma non credo che tutti gli “oscuri funzionari” scrivano memo direttamente al Presidente degli Stati Uniti.

Signor Presidente, il suo incontro col Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi cade in un momento in cui i suoi consiglieri più vicini temono che l’Italia stia perdendo la credibilità e influenza di cui ha goduto a Washington sotto la precedente amministrazione. […]

[…] Mostra un’esagerata sicurezza di sé basata su una solida e stabile popolarità politica che lo ha reso sordo a ogni dissenso. Lo stretto controllo che esercita sul suo governo e sul suo partito impedisce al suo staff di dargli informazioni spiacevoli Il suo stile di governo non ortodosso, assieme alle sue frequenti gaffe verbali e agli scandali da prima pagina (comprese le liti pubbliche sui suoi pretesi dongiovannismi) hanno portato molti, anche nel governo degli USA, a ritenerlo inetto, vacuo e inefficace come leader europeo moderno. […]

[…] Quando viene ignorato, tende a ritagliarsi un ruolo visibile e spesso poco utile per sé nel quadro internazionale. […]

[…] La dipendenza dalle fonti energetiche della Russia, gli accordi poco trasparenti e molto vantaggiosi tra Italia e Russia, e un rapporto personale molto stretto tra Berlusconi e Putin hanno distorto le visioni del primo ministro a tal punto da convincerlo che buona parte delle frizioni tra Occidente e Russia siano causate dagli Stati Uniti e dalla NATO. […]

[…] Come attuale presidente dell’Unione Africana, Gheddafi sarà presente al summit del G8 all’Aquila e le anticipo che Berlusconi potrebbe fare pressioni per farla incontrare con il leader libico durante la visita. […]

E conclude, machiavellica,

[…] Le forti relazioni tra Stati Uniti e Italia ci consentono di avere maggiori garanzie per la sicurezza per le nostre missioni militari oltreoceano, sulla nostra area di influenza e sulla nostra agenda sul diritto internazionale, ma il primo ministro è una guida imprevedibile. Quella di liquidare Berlusconi come un interlocutore poco serio, con le sue fissazioni personali, le sue gaffe e talvolta il suo modo di agire spregiudicato in politica, potrebbe essere una tentazione, ma pensiamo si tratterebbe di un errore. Nonostante i suoi difetti, Berlusconi è stato la pietra di paragone della politica italiana per gli ultimi 15 anni, e tutto sembra indicare che lo sarà ancora per gli anni a venire. Quando siamo stati in grado di coinvolgerlo per ottenere obiettivi comuni, egli si è dimostrato un alleato e un amico degli Stati Uniti. Rispetta e ammira gli Stati Uniti, ed è desideroso di costruire una relazione forte e di successo con lei.

Che si potrebbe riassumere in “Occhio, Barack! Io penso che sia un pessimo, tu pensi che sia un pessimo, ma gli italiani sono più pessimi di lui… vedi che poi fa’ “.

Davvero un bel quadretto.


Anticlimax

5 novembre 2010 Lascia un commento

Al forum della famiglia, al posto di un Berlusca sempre meno presentabile, parlerà Giovanardi. E provate a pensare male, adesso!

C’è del marcio in Svezia

8 ottobre 2010 Lascia un commento

C’è un certo dissidente cinese, imprigionato per reati politici e simbolo della battaglia per i diritti umani laggù, che riceve il Nobel per la Pace.

C’è un certo vecchio e stanco ometto italiano che si autocandidò per quello stesso Nobel e che ora sta facendo inciuci (e probabilmente raccontando barzellette su Confucio) con quello stesso governo cinese allergico ai diritti umani.

C’è qualcosa che non torna.