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Posts Tagged ‘aeroporto’

Sfigato, è sfigato

31 marzo 2011 Lascia un commento

Tutta la settimana scorsa con l’amico Bnb ci siamo visti la prima e unica stagione di Terriers. Ci è piaciuto tantissimo, ma, a causa dei bassi ascolti (meno di un milione a  puntata in America, cifre ridicole quasi da Dimension Six), la serie non è stata rinnovata e non ci saranno stagioni successive. Mi rode, ma non è che ci posso fare molto. A parte consigliarvi questa perla (si trova in rete e la dovrebbero stare trasmettendo doppiata su Fox) e fargli un po’ di pubblicità postuma.

Per una recensione vi rimando a questi link (in italiano e in inglese) al cui giudizio mi associo con tutte le scarpe. Mi limito a dire qui che il filo conduttore di tutte le puntate era una misteriosa speculazione edilizia per dare un nuovo aeroporto alla città di San Diego in sostituzione di quello attuale… Particolarmente sfigato, effettivamente…

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For good

24 ottobre 2010 Lascia un commento

Ieri sera ho fatto tardi e non valeva la pena di mettersi a (provare di) dormire per un paio d’ore. Sono infatti le 5 di mattina  e sono a Rinas. In partenza per Roma, come dicono gli americani for good. Definitivamente.

Da oggi non abito più a Tirana. Tornerò qualche volta, ma saranno “avanti e indietro” per periodi limitati. Niente a che vedere con l’esperienza totalizzante, direi “fisica”, degli ultimi 17 (di-cias-set-te) mesi.

Persone con cui hai condiviso tutto, 10 ore al giorno (quando andava bene), da un giorno all’altro si trasformano in contatti Skype, in lettori del blog, in ricordi. Di persone e di momenti. Alcuni belli, altri meno.

Come mi sento? Beh, da un lato era un’esperienza intrinsecamente “a scadenza”, doveva finire ed infatti ora è finita, dall’altro ho chiesto io stesso di tornare perché erano venute a mancare delle condizioni di base di serenità professionale e questo rendeva virtualmente inutile, se non dannosa, la mia permanenza nei Balcani.

E allora perché questo magone? Beh, solo perché le persone, che sono quello che conta davvero, non c’entrano niente con la tua vita professionale e con le condizioni di base.
E’ un pezzo di te che se ne va. Che TU hai fatto in modo che andasse via, anche se per i migliori motivi del mondo. E questo fa male e mette tristezza, io sono fatto così.

E come mi dice Sting proprio ora nelle orecchie, in questo momento di perfezione, che solo l’ascolto random sa regalare: “Be yourself, no matter what they say“.