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La nemesi del Puma

4 marzo 2011 1 commento

Racconto fresco fresco di oggi sui tassinari di Ciampino (di cui già si disse altre volte)..

Ieri sera, l’amica S. arriva a Ciampino alle 23.30 con il RyanAir “della speranza” da Paris-Beauvais (guardate dov’è e capirete il suo umore) e, uscita con un suo collega nel piazzale dei taxi, assiste alla seguente scena.

Un tassista con tutona impataccata, grosso e probabilmente sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa, si avventa minaccioso su un collega, tale “Puma”, gridando: “A Puma, nun se lavora così…”

A malapena trattenuto dai colleghi, si evita la rissa, ma, caso vuole, che il nosto mastro-di-tuta capiti proprio come autista alla mia amica e al suo collega. Già scossi dai modi del personaggio, registrano senza protestare (Ciampino, 23.30, deserto) che il nostro carica tre persone e prende tre corse in una:

  1. S. verso Roma Nord 45 euro;
  2. Collega di S. verso hotel a Ciampino 30 euro (!);
  3. ragazzetto estraneo sempre su Ciampino 25 euro (!!).

Per un totale di 100 euro con una corsa sola.

A questa situazione surreale, si aggiungono i racconti del tassista a S.  sulla sua convalescenza dopo essere venuto alle mani con uno che gli aveva fatto uno “sgarbo” sul raccordo e, dulcis in fundo, una telefonata di insulti e minacce al “puma”, sempre lui, con appuntamento oggi al “solito posto” per la resa dei conti.

Ricevuta del Chica Chica Boom e buonanotte.

Latinismi

16 settembre 2010 Lascia un commento

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (e rispondiamo).

Subject: Taxi e NCC

Caro jestercap72,
ho letto con molta attenzione il suo blog su tassisti e ncc, notando molte imprecisioni: innanzitutto lei sostiene di essere d’accordo con il detto “l’abito non fa il monaco” (l’equivalente del latino “barba non facit philosophum”, ovvero”la barba non fa il filosofo”), eppure giudica, “sine cognoscere”, un’intera categoria, basandosi unicamente sull’immagine e ignorando che, sebbene l’immagine stessa sia molto importante, conta certamente di più  la sostanza.
In secondo luogo, lei afferma che è preferibile usufruire del servizio ncc piuttosto che di quello taxi, perchè viene svolto da persone ben vestite, in giacca e cravatta e da ciò si evince che non ha studiato con attenzione le “Noctes Atticae” del noto giurista latino Gellio, nelle quali l’autore,per bocca di Erode Attico, afferma: “Video barbam et pallium, philosophum nondum video”, “vedo la barba e il mantello, ma non il filosofo”, frase molto adatta per i noleggiatori, che vestono in giacca e cravatta, ma, ogni volta che li sento parlare, usano una consecutio temporum imperfetta e un linguaggio un tantino rude.

Infine le dico che, da tassista, diplomato al liceo classico, colmo di interessi e di buona famiglia, resto spesso basito quando ascolto l’ignoranza culturale della maggior parte dei clienti e il loro totale disinteresse verso qualsiasi argomento costruttivo. Tuttavia non mi permetto di generalizzare.

Cordiali saluti,

Roberto.

Caro Oslo3,
innanzitutto grazie per questa rinfrescata di latino. La maturità l’ho fatta più di 20 anni fa e comunque in greco ero molto più bravo.
Ma lasciamo stare il mezzo e veniamo al messaggio…

Canotta non facit taxistam, mi dice. Meglio così. Ma rimane che le scene da terzo mondo le ho viste, le leggende metropolitane sono più vere che false e leggendo i giornali su alcuni suoi colleghi se ne dicono tante.
Ma, cattiva stampa a parte, mi sembra che manchi assolutamente quella buona, di stampa. Perché una persona colta e arguta come lei non si fa promotore di un movimento di riscatto culturale (e non solo corporativo) della categoria? Magari ci ha già pensato, ma le sarà subito venuta in mente la quinta fatica di Ercole

L’abito non farà il monaco, ma quello che si dice di male dei tassisti, è tutto verificato dall’esperienza personale mia e di molti altri… E’ uno di quei temi che, come si dice, “mettono tutti d’accordo”, tranne i tassisti…

Infine, in un’economia di mercato, sono più che libero di scegliermi il mezzo più consono al mio stile, al mio modo di essere e alla mia disponibilità economica. E di consigliarlo al prossimo.

Anche se, tipo in una roulette russa, chiamare un taxi e rischiare, se becco lei, una corsa all’aeroporto dissertando amabilmente di Gellio e Cicerone, potrebbe aggiungere all’esperienza quella variabile aleatoria che rende la vita più interessante.

Buona serata

J

Caro jestercap72,
la ringrazio per avermi risposto e per la sua cortesia.

E’ ovvio che ognuno sia libero di usufruire del servizio che preferisce o ritiene più consono, certamente concordo con lei su questo, fermo restando che le “patetiche” accuse che leggo quotidianamente sui miei colleghi sui giornali, si chiamano, per quanto ne so io, diffamazione a mezzo stampa (reato, come lei ben sa, perseguibile penalmente). Personalmente ho scelto di fare il tassista 14 anni fa, quando ancora ero uno studente di liceo e ho portato avanti questo sogno con coraggio e costanza, ricavandone molte soddisfazioni (non solo economiche).

Per questo motivo mi fa molto male leggere o sentire tutte queste offese e accuse rivolte a una benemerita categoria, solo per colpa di pochi truffaldini o privi di qualsiasi logica di decenza.
Pertanto cerco e cercherò sempre di elogiare la mia categoria (della quale faccio parte da quasi 7 anni e penso quindi di poterne parlare con cognizione di causa), lasciando ovviamente ad ognuno l’eventuale possibilità di ribattere, come avviene in democrazia.

Buona serata e buon lavoro.

Caro Oslo3,
siamo tutti d’accordo a non fare di ogni erba un fascio.
Altrimenti nessuno prenderebbe più un taxi o ci salirebbe sopra solo “armato”. Cosa che ancora, per fortuna, non avviene.

Tuttavia, vorrei, anche se le accuse sono “patetiche”, che la categoria, invece di chiudersi a riccio (come, mi perdoni, sta facendo lei), reagisse in positivo.
Si potrebbero isolare e denunciare i comportamenti scorretti.
Si potrebbero riportare i “residenti” sui taxi, invece di litigarsi i turisti (gonzi) e la clientela business (tipo me, che non pago personalmente).
Si potrebbe ristabilire la giusta distanza fra il servizio NCC e quello taxi, che ad oggi, ripeto nonostante siano passati due anni dal post, si equivalgono come costi, ma non come qualità.
Si potrebbe scegliere i propri frontman e i propri riferimenti politici con maggiore gusto e maggiore oculatezza (lei? Perché no?).
Si potrebbe, infine, apparire (ed essere) un po’ meno corporativi, che è una cosa che dà fastidio a *tutti*, perché non è bello essere vittima di un monopolio.

Poi, per carità, bisogna pure campare, ma, a parte che è un problema di tutti e non solo dei tassisti, personalmente non credo che i tassisti in questi anni si siano mossi nella giusta direzione.

Buona giornata
J

Atra die signanda lapillo

3 marzo 2010 3 commenti

Giorno da segnare con un sassolino nero.

Venerdi scorso, alcuni di voi già lo sapranno, è stato un giorno da dimenticare.

Sveglia alle 4.00, aereo, ritorno a casa e, con la fida Fida (unica nota positiva), andiamo dai Carabinieri a fronte di una convocazione che mi avevano lasciato sulla porta. Non vale la pena e non è nemmeno sano parlarne apertis verbis, ma in sintesi, una cosa che ho scritto sul blog più di un anno fa, mi sta creando non pochi problemi. A chi interessa racconto tutto a voce o per email.

Abbastanza scoraggiato dalla pochezza mentale del prossimo, me ne torno a casa e, dopo un frugale pasto in compagnia, ce ne andiamo in moto (“Andiamo in moto o in autobus?“, “Ma no andiamo in moto che è bel tempo…“) verso il centro. Acquisti, granita di caffè e mostra di Hopper. Hopper a Roma… Chi l’avrebbe mai detto. La mostra è ben fatta anche se moltissimi  dei quadri più famosi sono assenti. Davvero notevole, tuttavia, l’installazione che riproduce il diner di Nighthawks (il suo quadro più famoso, comprensibilmente assente), nella quale si può entrare e sedersi agli sgabelli. Non mi sono fatto fare una foto, perché c’era (volutamente) poca luce e poi perché col giubbotto da moto ero davvero fuori contesto, ma comunque un’emozione inattesa.

Finita la mostra, ce ne torniamo alla moto e andiamo a mangiare da Cadorna, che non si smentisce mai: rigatoni col sugo di coda alla vaccinara, cacio e pepe, due saltimbocca alla romana da paura e due creme caramel da coma glicemico. Assonnati (c’eravamo svegliati alle 4.00), ma sazi, ce ne andiamo verso casa. Già la faccenda (misteriosa) dei carabinieri la mattina mi aveva rovinato la giornata, ma il peggio doveva ancora venire.

Alle 22 circa sulla Via Nomentana altezza villa Torlonia, un taxi (Multipla, per giunta) ha fatto inversione senza freccia e saltando senza preavviso il cordolo della preferenziale.
In realtà ha tentato di fare inversione perché sulla sua strada all’altezza della mezzeria si è trovato una corazzata arancione che procedeva a velocità moderata.

Bilancio.

Io:
volo e atterraggio di gomito e e di testa –> Illeso (benedetto
casco
e giubbotto).

Fida (che era dietro di me): volo e
atterraggio su mano –> frattura del radio, 45 giorni di prognosi,
sempre (benedetto casco e giubbotto)

Moto: praticamente nulla
(bauletto, specchietti, una freccia, graffi vari su paramotore, paramani
e marmitta, manubrio storto), comunque sana e marciante… Certo da
mettere a posto.

Vigili, 118, pronto soccorso, assicurazione,
avvocato e madonne (tante).

Riscopriamo i classici

2 gennaio 2010 Lascia un commento

taxxxxiInnanzitutto buon anno a tutti.
Il mio Capodanno è stato abbastanza borderline a cuasa di una devastante influenza intestinale che mi ha colpito esattamente al momento di iniziare i festeggiamenti. Spero che il vostro sia stato migliore.

La mia crisi creativa prosegue, ma non posso esimermi da un breve flash sui tassisti alle soglie della seconda decade. Eh, già!  Chi si rivede

A parte che rispetto all’astio e alla pochezza di argomenti dei fan di Michael Jackson sono dei dilettanti, devo raccontare due cose. Una bella e una brutta.

Iniziamo con quella bella.
Un mesetto fa circa rientravo a Roma da Tirana di prima mattina, ma avevo dimenticato di chiedere alla segretaria di farmi trovare l’autista (NCC) all’aeroporto… E, somma disgrazia, mi è toccato prendere il taxi. Chiamo Samarcanda, mi faccio trovare alla doppia A (che non è più tale, ma non ricordo come si chiama adesso) e monto. Non dovevo nemmeno arrivare a casa mia (Talenti), ma a casa dei miei (Zona Viale Liegi, molto più vicino al centro).

Insomma partenza ore 7.40 arrivo a casa alle 9.50: due ore e dieci causa traffico bestiale. Il tassametro indicava 67 euro (c’è ancora chi dice che il transfer a prezzo fisso con l’NCC sia meno conveniente?). Faccio per pagare e il taxista, un ragazzo giovane con licenza alta, veltroniana, mi dice: "No, sono 50 euro! Tariffa Amica Samarcanda". Controlla le sue tabelle e aggiunge: "Abbiamo fatto la strada giusta, se cambiavamo strada, mi dovevi pagare il tassametro". Ora non ho capito bene la cosa, ma parrebbe quindi che il mio diritto ad usufruire della "Tariffa Amica" di Samarcanda dipendesse dalla strada che si faceva (e quindi, in ultimo, dal tassita stesso) e non dal tragitto. Bella cosa, grazie a lui e a Samarcanda.

A proposito di Samarcanda, quando viene fuori l’argomento taxi e tassisti con amici, conoscenti e lettori del blog, tutti hanno più omeno invisa la categoria nello stesso modo, ma tutti concordano che "Samarcanda è diversa". Di nuovo complimenti a Samarcanda, ma perché gli altri sono a loro volta diversi da Samarcanda?

La notizia brutta è su qualche giornale (Repubblica Roma di oggi, ma non trovo il link) ed è il "ritorno del Far West" (ritorno?) la notte di Capodanno.
Tassisti che si battono le corse (Dov’è che va? Nooo, troppo lontano sono a fine turno), fanno pagare tariffe assurde (100 euro Termini-Fidene) e lasciano le persone in mezzo alla strada di notte perché non c’è accordo sulla tariffa (ma non c’era il tassametro e lo sconto taxi per le donne? )…

Senza parole

17 marzo 2009 2 commenti

Sarà, ma a me i peluche in macchina mi hanno dato sempre idea di zozzo. Come le canotte.

Auto(referenzialità)

7 febbraio 2009 Lascia un commento

Solo per aggiornarvi al volo su due novità della vicenda tassisti/ncc.

L’ordinanza di ostacolo all’esercizio ncc, il topolino che il dies irae di qualche settimana fa aveva partorito, è stata ritirata prima ancora di essere emessa (poco male, perché sarebbe stata successivamente bocciata dal TAR come è già capitato in altre occasioni). Quindi, nulla di fatto.

L’ADUC, nella persona di Primo Mastrantoni, un po’ provocatoriamente ha ritirato fuori la storia della compravendita delle licenze, della qualità del servizio, del numero chiuso, in una parola, della casta (anche se lui non lo dice).

Dico "provocatoriamente", perché il "sentire tassista", in questo momento, è un po’ cambiato dai tempi degli scioperi selvaggi delle marce su Roma dei tempi di Veltroni e del mitico Calamante, e gli argomenti che l’ADUC ricicla, per quanto sempre validi e condivisibili, sono un po’ demodé.

In questo momento, infatti, la pancia del movimento, pensando (ma solo pensando) di essere appoggiata dalle istituzioni (Governo, Alè Manno, ecc.) sta conducendo una battaglia per la legalità: contro gli ncc che non tornano alle rimesse, contro i portieri d’albergo e il giro di tangenti, contro gli evasori fiscali, contro le ricevute del "CicaCicaBum" e del "Diva Futura". Insomma, loro sono la legalità e gli altri, evidentemente più furbi di loro, sono il nemico. Non il "loro" nemico, che sarebbe anche legittimo, ma quello di tutti.

Ovviamente, come sempre, i commenti sono molto più interessanti dei post e vorrei segnalarne uno, uno solo, perché, antropologicamente, dà la misura di tante cose (ovviamente, è tutto in maiuscolo).

aducInsomma, su Noi Tassisti non può scrivere chi non è tassista, e vabbè. Ma, sembrerebbe anche che nessuno, in altre sedi, può parlare "dei" tassisti se non dice cose che vanno bene a loro.

Se non sapessi che si battono, con tutte le loro forze, per la legalità, sarei un po’ preoccupato…

Notizie dal mondo tassista

25 gennaio 2009 4 commenti

Dopo le polemiche del mese scorso, ho continuato a giracchiare sui blog di categoria che mi avevano tanto calorosamente commentato.
Passate le feste natalizie, è arrivato gennaio: storicamente un mese moscio, ma in particolare adesso con la crisi che c’è, per tutti, e si vede.
Si è quindi riacutizzato il conflitto, tra i Nostri e i NCC, in particolare, “quelli di fuori Roma” (o burini, o buri o “del paesello”, come dicono loro). In questa guerra, perché di guerra si tratta, ci sono stati alcuni eventi di particolare rilevanza.

Il 9 gennaio, il sindaco Alemanno (anzi, Ale’ Manno, sempre come dicono loro) è intervenuto da un prestigioso pulpito, la pista del circo Medrano, a favore dei tassisti e contro i NCC (qui il video). Non a caso si chiama Ale’ Manno.

Il 15 gennaio c’è stato invece, in una sede un po’ più consona, un incontro delle parti (pare non tutte, evidentemente, la giunta di destra opera come il governo nazionale). Ci si aspettava (io mi aspettavo) un dies irae.
Invece, pare che i sindacati (poco rappresentativi e molto delegittimati, pare) abbiano fatto a gara a chiedere al sindaco un ritocco delle tariffe (40 euro Centro – Fiumicino sono troppo pochi, evidentemente) e poco più. Il Sindaco ha ribadito che ripresenterà un’ordinanza di ostacolo (non saprei come altro definirla) all’esercizio dei NCC… Speriamo un po’ meglio delle precedenti che furono annullate prontamente dal TAR… Ci sarà (forse) l’obbligo da parte degli hotel del centro (quelli che prendono la stecca, come documentato dalla quarta camera del parlamento straccione) di esporre un cartello con le tariffe dei taxi… Forse. Insomma, poco più di un nulla di fatto.

La base dei tassisti non l’ha presa bene… Un po’ perché chissà che si aspettava (processi sommari ai NCC? Una Guantanamo de noantri alla Maglianella? Chi lo sa…); un po’ perché, saggiamente, ritiene che aumentare le tariffe in tempo di crisi, sia un po’ come darsi una martellata nelle palle, visto che, offrendo comunque un servizio migliore, i famigerati NCC costano ancora un po’ di più di un taxi su certi percorsi e quindi non conviene a nessuno costare uguali (continuando a dare due servizi diversi).

Ma la notizia vera, che emerge dalla lettura attenta e non solo antropologica dei commenti del blog, è che si sta un po’ incrinando la fiducia della base nel “suo” centrodestra… Vorrebbero parlarne male (come, da veri nostalgici, continuano a fare di Veltroni e il misterioso Calamante), ma non ci riescono ancora; si sentono traditi, ma negano a volte anche l’evidenza…

Distinguere questa delusione in mezzo alle solite, rancorose dosi da cavallo di qualunquismo becero, non è facile , ma c’è… Anche la speranza.

Comunque, anche qui, ripetete con me: “Senza dio, senza patria e senza dignità morale”… Perché prevenire è meglio che curare…