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Archive for the ‘ricette’ Category

Gricia poetry

16 marzo 2011 2 commenti

Ieri sera, l’amico Ulysse si è fatto (ri)prendere dalla passionaccia letteraria e, opportunamente sfrugugliato da Denny, ha composto questi due sonetti romaneschi pubblicandoli sul nostro forum.

L’Amatriciana/1

A mme me piace e me la faccio spesso
pure si quarcuno dice che fa male
pe via der pecorino e der guanciale;
ma nu li sto a sentì, magno lo stesso.

La ricetta antica, origginale,
dice che nun ce vole er pommidoro
che venne aggiunto dopo, bontà loro,
da quarche immigrato reggionale.

Se sà ch’er vizzio della pummarola
cell’hanno solo li napoletani
che l’infileno drentr’ogni cazzarola.

Noi no, però, che noi semo Romani
e l’amatriciana pe noi è una sola:
bianca… cor pecorino a piene mani!

Copyright Ulysse, 2011

L’Amatriciana/2

L’amatriciana è ‘n pasto sostanzioso
che spesso poi magnatte solo quella
e ce vò poco, ‘na pila e ‘na padella,
pe cucinà sto piatto delizioso.

Mentre la pila bolle nun s’aspetta,
se taja a tocchetti ‘n ber guanciale,
se rosola ‘n padella, senza sale,
e me raccomanno che nu sii pancetta!

Quann’er guanciale è color dell’oro
abbassa er foco pe nun fallo bruciacchià
poi, si te piace, metti er pommidoro.

In de sto caso tiè la fiamma viva,
scola la pasta, pecorino a volontà
e sentirai la panza strillà EVVIVA!

Copyright Ulysse, 2011

Ispirato da cotanta arte, mi sono comprato il mio bel tocco di guanciale e ho prodotto questa meraviglia.

Nota a beneficio di chi ha avuto in sorte di nascere nelle lande selvagge dell’Ultra-Raccordo: la vera Amatriciana, come Ulysse ben ci spiega in versi, è senza pomodoro, solo guanciale, pecorino e pepe. Per non confondere il viandante, traviato da pur gustosi imbarbarimenti pomodoreschi, è invalso il termine “gricia” per distinguere l’Amatriciana in bianco da quella rossa.

Questo interessante tutorial arriva finanche a definire la gricia “il massimo simbolo della cultura occidentale nel mondo” (minuto 4:25, ma tutto l’ultimo minuto e mezzo va visto).

Il mio gazpacho

10 marzo 2011 Lascia un commento

Decisamente poco invernale, però buono. Qualche info in più, qui.

Ingredienti:

3 Peperoni (tripartisan: 1 rosso, uno giallo uno verde)

5 pomodori da sugo (del tipo a grappolo) rossi, ma non troppo maturi

1 cipolla rossa

1 cetriolo (verde)

Pane raffermo

Olio-sale-pepe-aceto

Preparazione:

Siccome trattasi di zuppa cruda, praticamente bisogno soltanto pulire le verdure.

Mettere il pane raffermo a bagno con acqua e aceto: lo stretto necessario di entrambi, mi raccomando, altrimenti viene troppo acetoso o troppo liquido. (Sia l’acqua, sia più probabilmente l’aceto, si possono aggiungere successivamente se se ne sente il bisogno, ma toglierli se sono troppi è un po’ difficile… Che meraviglia, la termodinamica…)

Lavare, tagliare a pezzi i pomodori e togliere i semi e la polpa (praticamente devono rimanere solo le parti “rigide”), lavare, tagliare e togliere i semi dai peperoni, lavare (io lo sbuccio proprio) il cetriolo e mondare la cipolla.

Passare tutto al minipimer, verificando e aggiustando il livello di sale e di aceto mentre si frulla secondo i gsuti di ciascuno. Se la sivuole un po’ più densa, aggiunge (un po’ di) mollica di pane.

Mettere in frigo e servire ben fredda con olio a crudo e pepe. Al limite, lasciandola più liquida, va bene anche come aperitivo. E ricordatevi che il giorno dopo è molto meglio che “appena fatto”.

La mia zuppa di cipolle

18 novembre 2010 1 commento

Visto che la sorella chiede, provvediamo.

Ingredienti (per 4 persone che magnano):

Per la zuppa:

  • 6 cipolle bianche grosse
  • 2 cucchiai di farina
  • 1 dado da brodo
  • un bicchiere di vino (bianco per una zuppa biancastra, rosso per una zuppa marroncina)
  • 100 grammi di pancetta (opzionale)

Per il condimento:

  • 200 grammi di provolone piccante grattugiato grosso
  • 6-7 fette di pancarrè

Preparazione:

Tagliare le cipolle a pezzi grandi a piacere (si può anche pensare di frullare una parte della zuppa una volta pronta se si teme la cipolla a pezzi) e fare un soffrittone con un po’ d’olio e la pancetta (opzionale) in una pentola alta che poi ospiterà la zuppa vera e propria.

Su un altro fornello, riempire una pentola con circa 750 ml d’acqua, portare a ebollizione e aggiungere il dado.

Quando le cipolle sono già un po’ appassite, aggiungere vino bianco e farina e mescolare il pastone che si ottiene. Una volta che il vino inizia ad evaporare, aggiungere poco alla volta il brodo dell’altra pentola e mescolare.

Lasciar cuocere il tutto, mescolando ogni tanto, fino a che la zuppa non abbia raggiunto la densità desiderata.

Tostare sul grill o nel tostapane il pancarrè e grattugiare il provolone.

Io preferisco portare in tavola tutto separato: formaggio, crostini, olio, pepe e zuppone. Ma la ricetta vera vorrebbe che i crostini fossero messi sul fondo di ciotole individuali e gratinati con il formaggio. Troppo sbattimento.

PS: una volta, preso da raptus, c’ho buttato dentro un po’ di Ouzo e il lieve sapore di anice non mi è dispiaciuto. Ma forse l’anice è troppo estremo.