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Sabato 25 Aprile 2009 – Politica dei piccoli passi

25 aprile 2009 3 commenti

Due notizie.

Quella buona è che la convalescenza, motociclisticamente parlando, è finita. Abbiamo fatto più di 500km e le costarelle non hanno dati segni di vita…
Quella cattiva è che, quando ero all’estremo nord del giro, in quel di Arcidosso, mi è completamente passata la voglia di guidare e il rientro è stato abbastanza sofferto…
Forse era meglio iniziare per gradi, ma, oltre a quella di Lord Kelvin, l’universo è regolato da un’altra famosa, quanto inevitabile, disequazione:
Jedan + Ora legale > 500km

Si parte di buon mattino alle 9.00 all’Autogrill a ponte alla barriera di Roma Nord. Alla cassa, c’è il primo momento da interpretare della giornata… E’ uno scoop assoluto perché Bnb e Jedan non l’hanno sentita, né glela ho raccontata.
La tipa alla cassa cui sto pagando i cappuccini vede il casco e il giubbotto e mi fa:
“Che ce sta un raduno?”
Boh, non lo so, magari sì, noi comunque siamo tre amici e ce ne andiamo per conto nostro…
No, me sa che ce sta un raduno… A Ostia… De macchine… Vero, Tere’?
Vabbè, la giornata può cominciare.

Cappuccino, benza, autostrada. Il telepass fa i capricci, ma non fa niente. Alle 10 scarse siamo a Orte e iniziano le danze. E’ una bella giornata e le strade sono dei grandi classici, quindi, anche se ancora formalmente convalescente, riprendo confidenza con la strada e con il Wendigo… Che tra l’altro è una furia, visto che è fresco di tagliando…

Amelia, Guardea, Baschi, Orvieto. Ascesa al Monte Pecchia (ci sono passato 200 volte, ma non sapevo si chiamasse così) e due foto per gradire…

Flare nello specchiettoIl tempo si annuvola e la mia meteoropatia inizia a farsi sentire, ma almeno non piove e non pioverà.
Si riscende in Val Tiberina, passando per Pornello (toponimo decisamente evocativo), Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Città della Pieve. Qui, ci imbattiamo in un serpentone di 38 (contate) moto Harley o equivalenti e dobbiamo risalirli come salmoni.
Generalmente vanno piano, ma sono harleysti (pure cattivi) quindi:

  1. sono brutti da vedere;
  2. hanno delle moto che occupano più carreggiata di un’Apecar;
  3. gli specchietti sono decorativi o non ci sono proprio;
  4. fanno un rumoraccio da lavandino intasato;
  5. sono brutti da vedere (l’ho già detto, ma, se non la finite, lo ridico anche).

Jedan passa dai pensieri ai fatti, senza nemmeno passare per le parole, e prova ad incollarsene uno su un tornante… Nulla di fatto. Comunque oggi Jedan è scatenato sia con le pieghe che, come abbiamo detto, con il kilometraggio.

Ci liberiamo degli harleysti a Cetona e proseguiamo per Sarteano e Chianciano Terme, che è sempre una brutta Las Vegas dell’Italietta anni 50. Con la sua skyline di palazzine a cortina che fungono da ospizi settimanali per la quarta età afflitta da problemi di fegato e si fregiano di nomi a dir poco altisonanti, almeno per l’Italietta di allora: Capitol, Ambasciatori, Astoria… Insomma, nomi da cinema porno.

Vabbè. Qui c’è un intermezzo di pizza a taglio, discreta, ma con pizzaiola molto espansiva soprattutto nei confronti di Jedan… Questo idillio si riesce anche a monetizzare in un caffè offerto dalla casa… Oggi Jedan è proprio incontenibile…

Si riparte di buon passo verso Montepulciano, Pienza, S.Quirico d’Orcia… Un pezzetto di Cassia, sempre con il sole che va e che viene, e ci buttiamo nella circumnavigazione dell’Amiata.

Strada finta
Castiglione, Arcidosso e qui le mie palle cominciano ad interferire con le rotule… Nun gliela faccio più… Non sono particolarmente stanco, non mi fa male niente (tranne un po’ quella cosa che sta dietro le tasche posteriori dei jeans), non ho mangiato pesante, ho preso il caffè… Insomma, lucidamente, tonicamente e con il dovuto distacco anglosassone, decido che non mi va più di guidare.
E, lapidario come sempre, comunico a i miei fidi che “mi so’ rotto il cazzo” (sic).

Non che ci sia granché da fare (e infatti i fidi non sono particolarmente scossi dalla notizia), visto che siamo lontani da tutto e there’s no easy way out. Quindi si va, loro avanti, io con calma dietro… Direi col pilota automatico, se non fosse che è parecchio che non guido seriamente, che ogni tanto mi vedo ancora la duna bastarda e che Wendy oggi è particolarmente esuberante e tòcca tenello bono… Insomma 40 km da Arcidosso a Manciano davvero, davvero, del cazzo…

A Manciano, sarà che è riuscito il sole, sarà che si sente l’odore di casa (c’ho il naso fino, visto che sono più di 140 km…), mi scuoto un po’ e riparto con rinnovato vigore… Fino a traghettare i miei pugnaci (cit.) dall’altra parte di Montalto di Castro, chiedendo informazioni a improbabili figuri locali…

Aurelia (solite due palle, ma oggi va bene), il telepass sente anche lui l’aria di casa e a Civitavecchia Sud funziona regolarmente e ci si ferma all’Autogrill per il primo Magnum della stagione e i saluti… Il tempo di incontrare un vecchio buzzicone col capello unticcio e tinto di roscio che dice che la moto sua è meglio delle nostre: la moto in questione purtroppo non c’è, la usa solo per i raduni mica pe anna’ pe’ autogrill… Comunque ce la racconta, pare che pesi più di 300 chili, c’ha “er sellone de lucertola e er frigorifero” e su queste parole me ne vado a fare benzina prima di vomitare il primo Magnum della stagione…
Un discorsetto strappalacrime di Jedan e ci separiamo. Io e Bnb verso Roma Nord, mentre l’eroe di giornata verso Roma Sud…

Troviamo un po’ di traffico, usciamo a Ladispoli, poi Bracciano, La Storta e casa…

In tempo per un quattro a zero che seppellisce una stagione.

Qui una mappa del giro.

Ponte della madonna

9 dicembre 2008 Lascia un commento
Categorie:bnb, viaggi, vita da jester

Di nuovo al chiodo

31 agosto 2008 Lascia un commento

Vacanze alternative, quest’anno. In fondo, un po’ di mare me lo ero già fatto.

Si parte la sera di ferragosto, con Bnb, e ci s’imbarca a Civitavecchia per Tolone. Si va in Francia quindi per una decina di giorni all’insegna della moto e degli sport acquatici, intendendo con questo cogliere ogni occasioni buona per farsi un bagno in un fiume (o torrente, o lago, o…). Insomma una vacanza all’avventura (nonostante l’età), campeggio, poco bagaglio, alberghi -uhm…- spartani e ritorno con tiratona finale da 900 km, martedi scorso.

Qui di seguito, velocemente, l’itinerario che abbiamo fatto e se del caso una foto significativa. Probabilmente scriverò dei post dedicati ai singoli aspetti della vacanza.

1° giorno (16/8)
Toulon – Avignon (autostradale) (ca. 130 km)

Palais des Papes
2° giorno (17/8)
Avignon – Vallon Pont d’Arc (trasferimento panoramico) (102 km)

Pont d'Arc
3° e 4° giorno (18/8 e 19/8)
Discesa in canoa dell’Ardeche (da paura, seguirà post)

Canoe
5° giorno (20/8)
Vallon Pont d’Arc – Mont Ventoux – Gorges de La Meouge – Gap (trasferimento panoramico) (234 km)

Simpson
6° giorno (21/8)
Gap – Briançon – Col d’Izoard – Col de Vars – Barcelonnette – Gap (giro) (259 km)

Izoard
7° giorno (22/8)
Gap – Dignes Les bains – Gorges du Verdon – Lac de Sainte Croix – Gap (giro) (359 km)

Verdon
8° giorno (23/8)
Gap – Les Orres – Le Martinet – Gap (giretto) (156 km)
Con discesa in Rafting dell’Ubaye.

Rafting
9° giorno (24/8)
Gap – Col du Fenstre – Col d’Ornon – Alpe d’Huez – Col du Lauteret – Col du Galibier – Briançon – Gap (310 km)

Galibier
10° giono (25/8)
Riposo per brutto mal di gola. Solo un bagnetto al Lac de Serre Ponçon.

11° giorno (26/8)
Gap – Barcelonnette – Col de Larche – Cuneo – Genova – San Felice Circeo (tiratona finale) (898 km)

Maddalena

Categorie:bnb, viaggi, vita da jester

Cazzeggio estivo 2.0

18 luglio 2008 1 commento


Sarà l’estate, sarà che finalmente fa un po’ più fresco, sarà soprattutto che finalmente ho un condizionatore nuovo. Ma sono già un paio di sere che ho riscoperto il cazzeggio in compagnia…

"uhnnnnnnnn… Cosa sarà?… Che ti fa lasciare la bicicletta sul muro, ecc." Insomma, quel tipo di cazzeggio là.

Con Bnb, si organizzano le vacanze, si fanno progetti, ma si fa presto a partire per la tangente.

Due sere fa, siamo stati fino all’una a discutere di sezione aurea, di numero aureo, di numeri di Fibonacci, di numeri trascendenti, di numeri normali e di numeri casuali.
Devo dire che ce la siamo cavata abbastanza bene, seguendo il filo conduttore della relativa entry su wikipedia, saltando di palo in frasca con tutta l’efficacia che gli hyperlink permettono.

Ci siamo arenati solo sull’Omega di Chaitin che nonostante le mie letture recenti, abbiamo trovato ancora abbastanza sfuggente.

Ieri sera, invece, sempre coaudiuvati dal condizionatore e da un doppio giro di granite, siamo andati su temi un po’ più terra terra. Anzi Terra Terra.

Siamo andati su Google maps a cercare il cimitero dei B-52 che sta a Tucson, Arizona (che, naturalmente in piccolo, ricorda il cimitero degli autobus che sta sulla Vetrallese…) e c’è venuta la curiosità di attribuire un nome a tutti quegli eroi della guerra fredda, buttati lì, semi-abbandonati.

Alcuni li abbiamo beccati al volo, per altri abbiamo avuto bisogno di cercare in giro e abbiamo scoperto wikimapia. Sempre solo "sentito nominare", non avevo mai approfondito a che cosa servisse questo servizio… Ebbene, è una figata.

Wikimapia è una piattaforma wiki, quindi aperta a tutti per l’aggiunta e la modifica dei contenuti testuali, sovrapposta alle mappe/foto aree di Google Maps. In pratica si va sul luogo desiderato, lo si indica con un rettangolo o un poligono e lo si descrive o commenta.

Il cimitero dei B-52, opportunamente commentato dagli angeli del web 2.0, era totalmente svelato e si capiva pure che cosa erano gli aerei smontati… Qui il link.

Visto che è una piattaforma aperta abbiamo anche lasciato una nostra traccia (indiziodalle parti di Piazza venezia).

Chiare, fresche e dolci acque

7 luglio 2008 2 commenti

http://maps.google.it/maps?f=d&hl=it&geocode=1302294061786999448,41.935890,12.515770%3B2643979337274675730,42.196080,12.650807%3B626417874992893506,42.231640,12.727610%3B15103874707585504949,42.194450,12.796060%3B4058774273349000485,41.954660,12.575320&saddr=Viale+Somalia+%4041.935890,+12.515770&daddr=SS313%2FStrada+Via+Ternana+%4042.196080,+12.650807+to:Strada+Mercato+Vecchio+%4042.231640,+12.727610+to:Via+Salaria+Nuova%2FSS4+%4042.194450,+12.796060+to:42.019203,12.649727+to:Via+Nomentana%2FSP22a+%4041.954660,+12.575320&mra=dpe&mrcr=0&mrsp=4&sz=12&via=1,2,3,4&dirflg=h&sll=42.002366,12.601318&sspn=0.125268,0.224533&ie=UTF8&s=AARTsJqPIMqeLruIGM5i14hSD4J7pq4xGA&ll=42.091089,12.675476&spn=0.356682,0.686646&z=10&output=embed
Visualizzazione ingrandita della mappa

Ove il mio corpo fanciulletto giacque… Mah, forse no.

Potenza dell’endecasillabo e del settenario, che sono per la poesia un po’ come la pizza bianca e la mortadella.

Canicola (o caligola) estiva, condizionatore sempre rotto e – buttace pure la saponata – l’ACEA prevede (e avvisa via citofono sabato alle 23.30) di far mancare l’acqua a Talenti dalle 0 alle 24 di domenica… Yeah.

Con tutto il bene che gli voglio, il giro del basso Lazio coi Babbaluci (si, non le Iene, è successo qualcosa, forse, quando lo capisco, lo racconterò) non mi attira per niente… Farà un caldo porco…

Serve una soluzione fresca…

Si parte alle 10.00. Io e Bnb. Punta al Nik Bar a Viale Somalia. Colazione borbonica con granita di caffè e cornetti alla crema e via sulla Salaria verso le sponde del torrente Farfa.

In loco secreto, che non dettaglio per non ritrovarlo affollato , lasciamo la strada e ci avventuriamo per un sentieretto sterrato. Ce ne freghiamo di un albero di traverso, girandoci intorno e passando nelle fratte e ci accostiamo al fresco torrente.

farfa2
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Costume, ciavatta e giù a mollo.

Dopo una quindicina di minuti di acclimatamento, si parte per una esplorazione torrentizia verso monte fino ad una piacevole cascatella, poi si sta un altro po’ a mollo a prendere il sole e il fresco.

Altra passeggiatina verso valle fino alla confluenza con un altro piccolo torrente con tanto di inatteso canyon.

Il tempo di tornare e si è fatta una certa… Porchetta a Osteria nuova (poco estiva, lo so) e si torna a casa.

Da caligola.

Categorie:bnb, giri, sabina

24 Maggio 2008 – L'Appennino Tosco-X, finalmente

26 maggio 2008 1 commento



Jesterscore:

Divertimento in moto cinque
Paesaggio cinque
Avventura tre
Scoperta quattro
Intermezzo due

Abbiamo (Bnb ed io) realizzato un progetto antico.

Siamo arrivati a SLN nella serata di venerdi, per trovarci già a metà strada (più o meno) per fare il balzo verso i passi appenninici.

Sabato mattina, sveglia alle 8 e mezza, cappuccino in piazza e via nel solito toboga, Orvieto, Todi e poi un’ora e passa di noia sulla E45.

Si esce a Pieve Santo Stefano e su a palla verso il primo passo.

Passo dello Spino. Breve, circa 8 km, ma spettacolare. Strada larga, bei curvoni, talmente bella che deve essere utilizzata spesso per delle gare in salita, perché la strada ha i cordoli, le balle di paglia sulle vie di fuga e i cuscinoni sui guard-rail. Roba grossa, non siamo abituati a questo trattamenti, noi motociclisti, brutti sporchi e cattivi. Peccato tre cose: è troppo breve, era all’inizio del giro (quindi ancora fuori dalla trance da curva), un gruppo di 5 BMWisti austriaci con signore al seguito, che salivano a due all’ora, capitanati da uno con gilet catarifrangente… Vabbè.

Passo della Verna. Subito dopo quello dello Spino, il meno bello della giornata. La strada stretta non ha impedito a qualche assatanato di passarci sulle orecchie. Ce lo aspettavamo, ma sarà il leit motif della giornata.

Da Bibbiena prendiamo la SR 71 (chi si rivede… toccheràfare un post sulle strade statali che rispuntano a distanza di centinaia di chilometri) in direzione di Bagno di Romagna.

Passo dei Mandrioli. Il più bello della giornata. Bella strada, bellissime curve, salita nel bosco (foreste casentinesi) e discesa su strada tagliata nella roccia, in quella che dovrebbe essere la altissima valle del Tevere (pensa un po’). Divertente e spettacolare.

Da San Pietro in Bagno, dove era pieno di vecchi alle terme, si riparte verso Santa Sofia.

Passo del Carnaio. Il grosso lo fa il nome, niente di che. In realtà, lo abbiamo fatto nel verso sbagliato. La strada in discesa era decisamente migliore di quella in salita, ma, in moto, io trovo le salite ordini di grandezza più divertenti delle discese… E quindi niente di che…

A Santa Sofia iniziamo a tornare indietro… Hitler era arrivato a 22 km da Mosca e noi siamo arrivati a 34 km da Forlì (!?)…

Passo della Calla. Notevole, la salita non finiva più… Più di trenta kilometri, di curve e curvette… Ben oltre l’ora di pranzo. Arrivati in cima, però, intermezzo al baretto dei motociclisti… Non faccio la solita scena dell’intermezzo, perché ci siamo mangiati un panino senza infamia e senza lode, un caffè fatto con la macchinetta e una lemonsoda… La tipa, però, meritava, il posto pure e naturalmente era affollato di motociclisti. Un cippo omaggiava Dante a nome delle foreste casentinesi (selva oscura?) e una corona omaggiava un partigiano, morto -ammazzato, presumo- lassù, medaglia d’argento. (Breve digressione: che cosa deve fare un poveraccio per prendere una cazzo di medaglia d’oro, oltre lasciarci le penne?). La discesa nel bosco è molto spettacolare (anche se più breve).

A Stia, prendiamo verso Firenze.

Passo della Consuma. L’avevamo fatto due anni fa nell’altro verso e, seppur piacevole, non ci aveva entusiasmato. A dimostrazione di quanto il verso è importante, la salita della Consuma, da Arezzo verso Firenze, è stato probabilmente il momento motociclisticamente più emozionante. Solo troppo traffico di moto: ho accostato per 5 secondi e sarò stato sorpassato da una ventina di moto. Troppo troppo. In cima al valico, un vigile ci ferma e ci dice: "La strada l’è ‘hiusa ‘e ccè una gara, dovete andà pe’ Vallombrosa (che era proprio dove volevamo andare n.d.j.). Ma attenti! L’è una strada forestale, l’è stretta, ‘i son delle buhe, mi raccomando, andate piano, mi raccomando!". La strada è stretta , ci sono effettivamente buche e c’è pure traffico perché l’altra strada l’è chiusa. Però è spettacolare… Roba da Oregon.

forestale

A fatica raggiungiamo Figline Valdarno, ci facciamo un pezzatto di A1 fino a Valdichiana, poi  Pienza e Cassia fino a casa: 500 km tondi tondi. Spesa alla Coop e brace imperiale.

brace

Burp!

Categorie:bnb, giri, toscana, umbria

Domenica 27.04.2008 – Giro da paura, day three

27 aprile 2008 Lascia un commento

Jesterscore:

Divertimento in moto cinque
Paesaggio cinque
Avventura tre
Scoperta tre
Intermezzo due
Categorie:bnb, giri, toscana, umbria