Archivio

Archive for the ‘amenità’ Category

Màs pilu para todos

11 aprile 2011 Lascia un commento

E’ facile, lo so… Ma se le cerca.

<< L’avevo aiutata – aggiunge – e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare con un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria >>

Da Repubblica.it

E poi queste parole mi sembrano una giusta metafora di tutta questa storia di Ruby… Non si capisce un granché, si mistifica molto, ma è chiaro a tutti che alla fine si tratta di pelo.

Crossover

30 marzo 2011 1 commento

Clicca sull'immagine per ingrandire

 

Pensavate fossi Apicella?

23 marzo 2011 Lascia un commento

Dick Dastardly

22 marzo 2011 Lascia un commento

Muttley, fa' qualcosaaaaaaaaaa!!!

Preso da qui, qualche riferimento qui.

Classe dirigente

16 marzo 2011 2 commenti

(Via Mantellini)

Altri titoli possibili:

  • Imparare a leggere rende liberi
  • Il gobbo della Pisana
  • Aridatece le Frattocchie!!!

Gricia poetry

16 marzo 2011 2 commenti

Ieri sera, l’amico Ulysse si è fatto (ri)prendere dalla passionaccia letteraria e, opportunamente sfrugugliato da Denny, ha composto questi due sonetti romaneschi pubblicandoli sul nostro forum.

L’Amatriciana/1

A mme me piace e me la faccio spesso
pure si quarcuno dice che fa male
pe via der pecorino e der guanciale;
ma nu li sto a sentì, magno lo stesso.

La ricetta antica, origginale,
dice che nun ce vole er pommidoro
che venne aggiunto dopo, bontà loro,
da quarche immigrato reggionale.

Se sà ch’er vizzio della pummarola
cell’hanno solo li napoletani
che l’infileno drentr’ogni cazzarola.

Noi no, però, che noi semo Romani
e l’amatriciana pe noi è una sola:
bianca… cor pecorino a piene mani!

Copyright Ulysse, 2011

L’Amatriciana/2

L’amatriciana è ‘n pasto sostanzioso
che spesso poi magnatte solo quella
e ce vò poco, ‘na pila e ‘na padella,
pe cucinà sto piatto delizioso.

Mentre la pila bolle nun s’aspetta,
se taja a tocchetti ‘n ber guanciale,
se rosola ‘n padella, senza sale,
e me raccomanno che nu sii pancetta!

Quann’er guanciale è color dell’oro
abbassa er foco pe nun fallo bruciacchià
poi, si te piace, metti er pommidoro.

In de sto caso tiè la fiamma viva,
scola la pasta, pecorino a volontà
e sentirai la panza strillà EVVIVA!

Copyright Ulysse, 2011

Ispirato da cotanta arte, mi sono comprato il mio bel tocco di guanciale e ho prodotto questa meraviglia.

Nota a beneficio di chi ha avuto in sorte di nascere nelle lande selvagge dell’Ultra-Raccordo: la vera Amatriciana, come Ulysse ben ci spiega in versi, è senza pomodoro, solo guanciale, pecorino e pepe. Per non confondere il viandante, traviato da pur gustosi imbarbarimenti pomodoreschi, è invalso il termine “gricia” per distinguere l’Amatriciana in bianco da quella rossa.

Questo interessante tutorial arriva finanche a definire la gricia “il massimo simbolo della cultura occidentale nel mondo” (minuto 4:25, ma tutto l’ultimo minuto e mezzo va visto).

Vichinga? Nel 1628?

11 marzo 2011 1 commento