Italico entusiasmo

Non sto partecipando ai festeggiamenti per il 150° dell’unità d’Italia. Un po’ per pigrizia, un po’ perché piove e un po’, sicuramente, perché i modi scelti per questi festeggiamenti non mi appassionano nemmeno in giorni normali. Inni, nabucchi, musei, monumenti, istituzioni, bandieroni… Boh, non fa per me.

Ma c’è anche un altro (cattivo) pensiero. In questo triste e doloroso periodo per il nostro paese, è difficile non pensare, almeno per me, al concetto di Patria, con tutto l’armamentario di inni e bandiere, come la risposta affrettata e semplicistica a chi altrettanto semplicisticamente vuole dividere e spaccare tutto. Berlusconi vs. Costituzione, Lega vs. Resto del mondo, ecc. Una risposta bella, per carità, elegante, ma anche facile, perché, salvo che per qualche povero padano deficiente, l’Italia rimane ancora un tabù intoccabile.

In altre parole, a me della Patria non me ne è mai fregato niente fino a qualche anno fa, quando sono cominciati ad apparire in tutto il loro schifo questi personaggi… E, se oggi fossi andato, sarei andato a manifestare “contro” questi e non”per” qualcosa… Perché tolti tutti questi facili (e ignobili) bersagli, non è che rimanga poi molto… La Patria, poi…

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  1. 17 marzo 2011 alle 20:14

    E’ il tuo motivo è lo stesso per cui oggi, e fino a domenica, il mio balcone ha esposto un bel tricolore. E come se potendo avere di fronte a me Borghezio o Bossi potessi sputargli in un occhio.

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