Battlestar Ikea

Nei giorni scorsi con Bnb e, a distanza, con Doc e Sal ci siamo visti la prima serie di Battlestar Galactica. Si tratta di una serie TV tra il fantascientifico e il misticheggiante del 2003, remake “coi soldi” di una serie omonima della fine degli anni ’70 (che Bnb, che è anziano, ricorda di aver visto a suo tempo).

La storia, in due parole, è quella di un gruppo di astronavi cariche di quello che resta dell’umanità dopo un attacco devastante di robot cattivissimi e ribelli, i Cyloni (si legge come Ignazio). In questo microcosmo in giro per lo spazio accade un po’ di tutto: spionaggio cylone, terrorismo IRA-style, scontri politici, tormentati rapporti di parentela, mogli ninfomani, bignamini di democrazia applicata, eroismi piloteschi, breakthrough scientifici e tresche varie (con una interessante prevalenza per l’accoppiata umano-cylona). Ah sì, perché i cyloni oltre a ribellarsi ed incazzarsi hanno anche creato dei “modelli” in tutto e per tutto uguali agli umani e, già che c’erano, le donne le hanno fatte fregne (e una pure esotica).

Nel complesso godibile e dimenticabile. Soprattutto però, senza capo né coda e, avendolo visto in italiano (errore!), anche rovinato da un doppiaggio, inteso come traduzione, decisamente non all’altezza.

Ma c’è un aspetto a dir poco bizzarro di cui  sarebbe stupido non parlare e che, sul lungo periodo, sarà la prima cosa che mi tornerà in mente quando ripenserò a Battlestar Galactica.

Va premesso che le tribù di Kobol sono costituite da umani, ma non propriamente da “terrestri” visto che, fuggiti da Kobol (il pianeta originario), si sono trasferiti nelle Dodici Colonie, mentre una tredicesima misteriosa tribù si è diretta verso un pianeta chiamato Terra…

Eppure, sulle varie astronavi, in particolare sul Colonial One (dove risiede il potere politico) e sul Battlestar Galactica (sede del potere militare) che sono le più ricorrenti, ci sono diversi oggetti di evidente origine terrestre, visto che sono dell’Ikea… L’effetto, a saperli cercare e riconoscere, è davvero straniante.

In particolare.

Sul Colonial One, l’orologio da parete del facente funzione di Studio Ovale è Rusch, che io tra l’altro, visto il prezzo, ho in cucina.

Rusch (Battlestar Galactica version)

Il Comandante Adama (in italiano, ovviamente, tradotto “Adamo”…) si fa la barba nella sua cabina, guardandosi nello specchio Frack. Tra l’altro, frack pare che sia pure l’imprecazione più gettonata fra l’equipaggio del Galactica…

Frack

Sharon (quella esotica) sta tutta bagnata (misteriosamente, poi però si capisce) e apre una borsa da palestra e tira fuori un asciugamano a coste beige… Non so come si chiama e sul sito Ikea non c’è, ma li conoscete tutti gli asciugamani a coste dell’Ikea (io, per dire, ne ho 4-5 ).

Infine, questo blog segnala anche questo mobiletto.

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  1. Amanda
    25 febbraio 2011 alle 22:55

    Thanks for the info. I’ve made a post crediting you for the new spotting. http://www.ikeaspotter.com/2011/02/how-frack-did-i-miss-that.html

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