Perleaks

Sul sito del Guardian è disponibile il famoso messaggio della Elizabeth Dibble su Berlusconi, di cui si è parlato a lungo, ma nessuno aveva ancora letto, almeno non io. Vi metto alcune perle,ma sul sito de “Il Post” è disponibile, tradotto, in versione integrale.

Va detto, cosa che a me è sorta del tutto nuova, che questo cable non era un rapportino tanto al chilo che sarebbe andato perso in mezzo a milioni di altre scartoffie, ma si rivolgeva (il 9 giugno scorso) direttamente a Obama e gli dava consigli su come trattare (e prima ancora interpretare) Berlusconi. Certo, ci saranno persone più influenti della buona Elizabeth, ma non credo che tutti gli “oscuri funzionari” scrivano memo direttamente al Presidente degli Stati Uniti.

Signor Presidente, il suo incontro col Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi cade in un momento in cui i suoi consiglieri più vicini temono che l’Italia stia perdendo la credibilità e influenza di cui ha goduto a Washington sotto la precedente amministrazione. […]

[…] Mostra un’esagerata sicurezza di sé basata su una solida e stabile popolarità politica che lo ha reso sordo a ogni dissenso. Lo stretto controllo che esercita sul suo governo e sul suo partito impedisce al suo staff di dargli informazioni spiacevoli Il suo stile di governo non ortodosso, assieme alle sue frequenti gaffe verbali e agli scandali da prima pagina (comprese le liti pubbliche sui suoi pretesi dongiovannismi) hanno portato molti, anche nel governo degli USA, a ritenerlo inetto, vacuo e inefficace come leader europeo moderno. […]

[…] Quando viene ignorato, tende a ritagliarsi un ruolo visibile e spesso poco utile per sé nel quadro internazionale. […]

[…] La dipendenza dalle fonti energetiche della Russia, gli accordi poco trasparenti e molto vantaggiosi tra Italia e Russia, e un rapporto personale molto stretto tra Berlusconi e Putin hanno distorto le visioni del primo ministro a tal punto da convincerlo che buona parte delle frizioni tra Occidente e Russia siano causate dagli Stati Uniti e dalla NATO. […]

[…] Come attuale presidente dell’Unione Africana, Gheddafi sarà presente al summit del G8 all’Aquila e le anticipo che Berlusconi potrebbe fare pressioni per farla incontrare con il leader libico durante la visita. […]

E conclude, machiavellica,

[…] Le forti relazioni tra Stati Uniti e Italia ci consentono di avere maggiori garanzie per la sicurezza per le nostre missioni militari oltreoceano, sulla nostra area di influenza e sulla nostra agenda sul diritto internazionale, ma il primo ministro è una guida imprevedibile. Quella di liquidare Berlusconi come un interlocutore poco serio, con le sue fissazioni personali, le sue gaffe e talvolta il suo modo di agire spregiudicato in politica, potrebbe essere una tentazione, ma pensiamo si tratterebbe di un errore. Nonostante i suoi difetti, Berlusconi è stato la pietra di paragone della politica italiana per gli ultimi 15 anni, e tutto sembra indicare che lo sarà ancora per gli anni a venire. Quando siamo stati in grado di coinvolgerlo per ottenere obiettivi comuni, egli si è dimostrato un alleato e un amico degli Stati Uniti. Rispetta e ammira gli Stati Uniti, ed è desideroso di costruire una relazione forte e di successo con lei.

Che si potrebbe riassumere in “Occhio, Barack! Io penso che sia un pessimo, tu pensi che sia un pessimo, ma gli italiani sono più pessimi di lui… vedi che poi fa’ “.

Davvero un bel quadretto.


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