Driiiiiiiiiiin

Flavia Perina su Il Post scrive l’ennesimo articolo condivisibile. Non solo nei temi, ma anche nei modi, con citazioni pop (Sergio Leone) che fanno tanto veltronianesimo di ritorno. Anche Fini, come notato da molti, ha citato l’odioso Saint-Exupery durante il suo proclama a Bastia Umbra. Stesso concetto e stesso passo di Veltroni. Io, come immaginerete, preferisco ancora qualche nume un po’ più datato e con qualche argomento in più, ma dopotutto si giocava in casa dei Baci Perugina e, comunque, per l’Italia di oggi, anche il Piccolo Principe è preferibile ad altri nanismi, infantilismi e piccolezze.

Quindi, dicevo, post bello ben costruito e dalla retorica non fastidiosa.

Il problema come tutti i post della Perina arriva leggendo i commenti. Un fuoco di fila di sinistrorsi che approfittano dello spazio per porre alla finiana più esposta (sul web) e più abbordabile culturalmente la domanda che tutti vorremmo fare a Gianfry. Dove eravate? Cosa pensavate un anno fa e i 15 anni precedenti? Perche’ avete votato ovinamente la legge … (insert your favourite legge ad personam here)?

La domanda e’ stralegittima da un lato e delegittimante dall’altro e porta ad un’aporia notevole e notevolmente bloccante.

E’ sicuramente un’esperienza rinfrescante vedere che ci può essere anche a destra un pensiero laico, moderno e non assuefatto al berlusconismo più becero. E’ bello vedere che ci sono persone di un’altra parte politica che non ti viene spontaneo appiccicare al muro appena aprono bocca.

Si scopre addirittura che ci sono alcuni personaggi, tipo la Perina, che potrebbero aver letto gli stessi libri che hai letto tu, avere visto e amato gli stessi film e non sembrare, pensare e comportarsi come spin off olografici di qualche cine-panettone.

Però, però.
Un po’ la pregiudiziale antifascista che per fortuna non muore mai, un po’ la differenza stridente tra affermazioni e comportamenti ancora molto recenti e quello che vanno dicendo adesso… Beh, sono cose che danno davvero fastidio. E scatenano i commenti acidi, sacrosanti quanto inutili.

A me, invece, quello che non mi piace dei finiani, più che quello che hanno fatto o non fatto in questi anni, è questo loro continuo richiamarsi alle origini, alla loro “storia”. Premesso il fatto (banale) che le loro origini e la loro storia non sono certo quelle di una destra moderna come quella che vogliono rappresentare adesso, che cosa ne è stato della loro storia in questi anni? Chi e come “conservava il fuoco”?

La base del PD in questi anni ha tenuto in piedi politicamente il partito, proprio nel nome di una storia gloriosa e pulita, nonostante ecumenismi, americanismi, bipolarismi, carrozzoni e fughe in avanti. Io non sono un esperto di cose di destra, ma mi sembra che in questi anni ci sia stato, almeno nella parte intra-parlamentare della galassia ex-fascista, il vuoto pneumatico.

Si svegliano adesso da un letargo dell’orgoglio di appartenenza, (ri)scoprono valori e temi (alcuni dei quali nuovi anche per quello che erano ante-B) e pontificano come nulla fosse.

In coda, pero’ devo e voglio anche dire, prima che si capisca come andrà a finire, che la loro battaglia e’ coraggiosa (saranno pronti a destra per certi argomenti bollati per anni come “di sinistra”? Chissà) e avrà fatto bene all’Italia, qualunque cosa succeda, almeno dal punto di vista estetico.

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