I-Prova

C’è gran parlare su due dei miei blog di riferimento (qui e qui) della notizia che Apple avrebbe mandato a casa due (o tre) quattro dipendenti neo-assunti all’Apple Store di Grugliasco. I due (diciamo che sono due e non se ne parli più) quattro non avrebbero, come si dice in questi casi, “superato con successo il loro periodo di prova”. Qualche riflessione al volo e poi veniamo al punto.

Non mi pare corretto parlare di “licenziamento” come  fa il Corriere in questo caso, visto che il periodo di prova esiste per proprio per quel motivo.

Mi fa molto più schifo un’azienda che non rinnova i contratti a tempo determinato di due anni o una che si fonda su forme contrattuali “innovative”, piuttosto che una che esercita i propri diritti rispetto al periodo di prova. Quindi starei attento ad attaccare pipponi sul precariato-signora-mia.

Non mi sembra che Apple debba essere necessariamente più buon(ist)a delle altre aziende, solo perché è Apple. Abbiamo visto come sceglie i fornitori e quindi perché stupirsi adesso. Apple Italia, poi…

A me Apple stava sulle palle già prima, troppo fichetta e pettinata per i miei gusti, ma non vedo come questa notizia possa comunque influire sul mio giudizio informato e soprattutto non rilevo in questo caso gli estremi per fare tanto le verginelle.

L’azienda ha commentato: “No comment“. Si poteva sprecare un po’ di più.

Quello che comunque mi colpisce di più leggendo i due post e,  in particolare, i commenti in calce ad essi, è che la maggior parte dei commentatori (almeno di quelli che hanno voglia di argomentare) dice più o meno quello che ho detto io. E che, diciamocelo, sono ragionamenti più da padroni che da sinistra classica solidale e piagnona.

Vuoi vedere che il famoso blogger/internauta/duepuntozeroide, proprio in virtù della sua alta scolarizzazione e del fatto che con tutta probabilità professionalmente non è “l’ultimo stronzo”, su queste situazioni ha le idee più chiare di tanti altri proprio perché ci combatte quotidianamente? Ed è molto meno buonista di quanto ci si aspetti?

Certe volte penso che il mio essere di sinistra, lavorando e crescendo professionalmente, si sia un po’ annacquato. Sicuramente è vero, ma leggendo quei commenti mi sento in buona compagnia.

PS: e, a proposito di Apple-itudine, vogliamo parlare di questo commento? Appunto.

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  1. Anonimo
    21 ottobre 2010 alle 00:37

    Giusto per la cronaca: io sono il QUARTO licenziato dell’Apple Store di Grugliasco, stesse modalità, con più aggravanti.
    Saluti

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