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Deus non vult

Ieri sera, sui canali tipo Nat Geo, ho beccato un personaggio molto british, che si auto-definiva “pescatore estremo”, protagonista di una serie chiamata “River Monsters”. Costui gira il  mondo a pescare con la lenza pesci molto grandi e molto feroci/pericolosi, purché rigorosamente di fiume. E vabbè.

Più che i pesci e la pesca con la lenza, a me, come forse sapete, affascinano i fiumi e quindi, il fatto che lui, ieri sera, cercasse di prendere un Goliath Tigerfish, sul fiume Congo, teatro della battuta di pesca, ha scatenato la mia curiosità.

Il fiume Congo è il secondo. Praticamente in tutto. E’ il secondo per lunghezza in Africa (dopo il Nilo), è il secondo per portata alla foce (dopo, molto dopo, il Rio delle Amazzoni), è il secondo per area del bacino idrografico (dopo, ancora, il Rio delle Amazzoni).

Ha però due caratteristiche molto fiche.

La prima, che è anche un record (finalmente, poveraccio) è quello di essere il fiume più profondo, con punte misurate di 230 metri (!), mentre la caratteristica particolare è che è l’unico grande fiume che si incazza verso la fine: scorre relativamente placido per granparte del suo corso, arriva quasi a impaludarsi e poi…

 

Malebo Pool

 

Subito a monte delle twin town di Kinshasa e Brazzaville, il fiume crea una specie di lago con un’isola in mezzo, la Malebo Pool, di circa 30 km di diametro.  Queste acque placidissime passano, proprio davanti alle due città in un imbuto della larghezza di un kilometro soltanto. Ed è il panico.

(Ed è proprio lì, intorno al minuto 3.00, che il pescatore british inizia a pescare il pesce tigre, poi torna a più miti consigli e va un bel po’ più a monte).

Il “panico” è l’inizio delle Cascate di Livingstone che cominciano lì e continuano in un paio di centinaia di rapide diverse in cui tutta la portata del fiume (42mila metri cubi al secondo) scende di 270 metri in 350 km in un letto che è largo in alcuni punti solo 300 metri e in media soltanto 800 metri. Praticamente 350 km di lavatrice…

Inoltre, visto che le rapide non sono altro che cascate con un dislivello “poco verticale”, le Cascate di Livingstone sono, non senza un certo sforzo di fantasia, le cascate più grandi al mondo, visto che ci passa circa 7 volte la quantità d’acqua che passa nelle cascate del Niagara.

Ma perché Deus non Vult? Beh… Perché nel 1985 una spedizione di rafters estremi è scomparsa (nel senso che non li hanno più ritrovati) nelle Cascate di Livingstone. E il capo di questa spedizione era un francese di nome Philippe de Dieuleveult. Nomen omen.

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