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Fumogeni antagonisti e pernacchie democratiche

Oggi si parla di fischi.
Tutti ne hanno un po' parlato (Michele Serra sulla Repubblica di oggi, per esempio), e tutti hanno detto cose condivisibili. Di Michele, sempre attento e sempre lucido, mi ha colpito il punto, in cui dice ai contestatori dei Centri Sociali di andare a insultare e fischiare la gente "a casa loro". Da un punto di vista strettamente pratico non fa una piega, in quanto da tempo il PD e i suoi avi non si pongono più come rappresentativi di certe frange della sinistra, sul cui peso numerico e sui cui reali contenuti di "avanguardia di classe", per altro, è quanto mai lecito interrogarsi.

Io ancora capirei una contestazione de panza da parte dei Democratici sinceri verso certi invitati davvero impresentabili che si sono visti alla Festa, ma, che questa contestazione venga da una o più parti politiche che vedono lo stesso PD come il primo nemico, proprio non mi va giù. Molto più della "gazzarra squadrista" in sé.

La contestazione dei Democratici, anzi, eventualmente con toni più civili e, soprattutto, più leggeri verso figuri come Bonanni e Schifani mi colpisce proprio in quanto assente, in nome di una cooptazione un po' troppo veltroniana anche della base. Invitare personaggi squallidi e poco limpidi e sindacalisti mosci (per non dire peggio) solo perché hanno "idee diverse dalle proprie" scalda l'autostima del fervente Democratico, ma a me, che fervente non sono (e democratico, con la minuscola, nemmeno tanto), mi sembra il solito discoloramento verso il "rossi e neri tutti uguali" di morettiana memoria. Come se il PD e la sua dirigenza non fossero già abbastanza discolorati.
Fumogeni antagonisti no, dunque, ma qualche pernacchia Democratica ci sarebbe stata tutta e non me ne sarei né stupito, né scandalizzato.
In fondo, stiamo parlando di Bonanni e di Schifani, non di Kant o di Tommaso d'Aquino, e non posso fare a meno di chiedermi di quali rivoluzionarie idee "diverse dalle mie" possano essere portatori. Difficile che qualche Democratico potesse uscire dal dibattito dicendo fra sé: "Però, Bonanni… Pareva un poveraccio, invece…"

Però, in cauda venenum, non può non venire un dubbio ulteriore.
Ma qual è il ruolo del PD in tutto questo, oltre a quello, pure importante, di padrone di casa in un evento da "birra e salsicce"? Non potrebbe essere che la sinistra (esterna al PD) contesta perché la sinistra (dentro il PD) non è più capace di farlo? Non sarà che ci siamo ammosciati un po' troppo e che abbiamo abbassato un po' troppo la soglia dell'infrequentabilità? Non sarà che, a forza di essere amici, gentili e "democratici" con tutti (esercizio molto autoconsolatorio), ci siamo resi parte del male invece di rappresentarne i primi anticorpi?

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