Sui quadricicli a motore

Pensavo alle Microcar qualche giorno fa passeggiando per Tirana.
Qui capita ancora di sentire a distanza di qualche isolato un’auto con lo stereo a palla, con l’aggravante che, al tradizionale tuztuztuz da discoteca, si può affiancare inopinatamente una neo-melodica macedone, un Celentano d’annata o un rapper serbo. A Roma, invece, questa coattagine antica sembra essersi quasi estinta almeno fra gli automobilisti: infatti, fateci caso, se sentite un tuztuztuz da quartiere all’altro, 99 volte su 100 è un adolescente brufoloso su una macchinetta.

Pare che nel Bel Paese, questa settimana, in seguito a un paio di sfrittellamenti di adolescenti brufolosi, si sia fatto un gran parlare di Microcar e della loro “sicurezza”. Tanto che poco fa a “Mi manda Raitre”, c’era un acceso dibattito fra produttori, truccatori (pardon, meccanici), genitori, consumatori, esperti vari e istituzioni. Naturalmente, c’erano anche gli adolescenti brufolosi, che come spesso accade loro hanno fatto la figura di una scureggia sull’autobus (“per fortuna oggi fa freddo…”). Mancavano all’appello (e poi lo zoo era al completo) i pirati della strada con la patente senza punti o ritirata, le signore ingioiellate che vogliono entrare in ztl e non pagare le strisce blu e i pensionati a cui la patente non la rinnovano più per manifesta inadeguatezza. Tutti costoro, insieme, fanno ben più del 50% dei piloti di Microcar. Però, insomma, sono morti dei gggiovani (dei “nostriragazzi”, come si dice in questi casi) e di gggiovani si parla.

E quindi giù uno sproloquiare su sicurezza stradale, corsi teorici a scuola e pratici a pagamento, proposte di legge, obblighi di cintura e invettive contro concessionari e meccanici compiacenti che truccano questi ineffabili oggetti del desiderio.

Sicuramente, come tutte le cose che servono ad aggirare la legge, dietro i quadricicli leggeri ci sono interessi vestiti e pesanti, i cui paladini dovendo difendere l’indifendibile ricorrono al vecchio  trucco del benaltrismo.
Obbligo dei 16 anni, anziché dei 14, per guidarle? Ci vuole ben altro!
Obbligo di corsi di giuida seri? Ci vuole ben altro!
Divieto di accesso alla ztl? Ci vuole ben altro… E via così.

Naturalmente sono tutte mammolette e nessuno trucca niente, viaggiano tutti felici a 45 km/h e molto più sicuri che in motorino. Ovviamente, è una gran rottura di palle, andare così piano, soprattutto se si è in preda ad un maelstrom ormonale, e quindi ci si consola con adesivi in caratteri gotici, vetri oscurati, stereo a palla e luminarie blu che manco i filippini. Questi artifizi, però, placano i bollenti spiriti per due tre giorni e poi si va a truccare l’ordigno per farlo arrivare a velocità relativistiche.
Quindi, senza generalizzare, gli adolescenti truccano e sono completamenti inconsapevoli del codice della strada (e di chissà quante altre cose), i pirati della strada sono pirati (lo dice la parola stessa), le signore ingioiellate parlano al cellulare e i vecchietti sono rincoglioniti al punto di non essere più in grado di guidare alcunché di serio… Tutti accomunati dal fatto che hanno un bel po’ di soldi da potersi permettere di spendere da 12mila euro in su per un po’ di vetroresina, qualche tubetto di alluminio e un motore da tagliaerba.

Mi chiedo perché invocare sicurezza per questi oggetti. Trovo estremamente, quasi cosmicamente, giusto che in caso di incidente costoro abbiano la peggio. E di giustizia cosmica in questo momento storico dio solo sa quanto ce ne sia bisogno.

PS: a proposito di giustizia cosmica… La pubblico, visto che ha fatto incazzare La Russa, e confesso, da buon militante dell’odio in esilio, che è stato il mio primo pensiero appena appresa la notizia.

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  1. utente anonimo
    17 aprile 2010 alle 11:44

    IL nuovo CDS si metterà tutto a posto.E sarà un casino per chi possiede come unico mezzo una moto di grossa cilindrata? Ne conosci qualcuno?bnb

  2. 17 aprile 2010 alle 14:36

    E perché?

  3. utente anonimo
    17 aprile 2010 alle 20:54

    Pare che sarà obbligatorio il giacchetto tecnico (con tanto di paraschiena), i guanti e per le moto oltre una certa potenza anche il pantalone tecnico.Pare pero' che non ci siano problemi per le scarpe per cui andrebbero bene pure gli zoccoli del Dott. SchultzIl tutto ovviamente omologato!!!!Su alcune cose non c'è ancora molta chiarezza, ma temo che sarà una grossa rottura di cazzobnb

  4. utente anonimo
    17 aprile 2010 alle 20:57

    Dal forum Motobikers.net

    Proposta di modifica n. 20.2 al DDL n. 1720Sostituire i commi 1 e 2 con il seguente: «1. L'articolo 171 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è sostituito dal seguente: ''Art. 171 – (Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote) – 1. Durante la marcia, ai conducenti, e agli eventuali passeggeri, di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare indumenti e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo di tipo omologato, in conformità con i regolamenti emanati dall'ufficio europeo per le Nazioni Unite – Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria. 2. Ai fini di cui al comma 1: a) per i veicoli fino a 11 Kw è obbligatorio l'utilizzo del casco intergrale; b) per i veicoli da 11 Kw a 25 Kw è obbligatorio l'utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con protezioni per spalle e gomiti; c) per i veicoli da 25 Kw a 52 Kw è obbligatorio l'utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani, e di giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti; d) per i veicoli oltre 52 kw è obbligatorio l'utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle mani e di una tuta tecnica o di una giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti e di pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia. 3. Sono esenti dagli obblighi di cui al comma 2, i conducenti e i passeggeri: a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa; b) di ciclomotori e motoveicoli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento. 4. Chiunque viola le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 299. Quando il mancato uso degli indumenti e del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente. 5. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza indumenti e caschi protettivi per motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119. 6. Gli indumenti e i caschi di cui al comma 5, ancorché utilizzati, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI».

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