Radicali

Torneremo a riparlarne, probabilmente, perché tutto avrei pensato a 37 anni tranne che di dover fare il tifo per Emma Bonino. Ma proprio perché se ne riparlerà, vorrei mettere un punto, buttarmi sul terreno minato e dire perché i Radicali non mi hanno mai convinto.

Premetto, ma non credo ci sia bisogno di dirlo, che le mie sono opinioni "de panza" (già sento le risate…) e potrebbero essere sicuramente sbagliate e poco documentate, ma questa è l’impressione che mi fanno e, credo, le facciano a molti altri (almeno a sinistra).

I Radicali sono strani e questa è la loro forza e la loro maledizione. Pannella (e anche la Bonino) sono tra i politici più longevi in circolazione. Da un lato, è una bella cosa e vuol dire che la capacità politica e l’onestà, non solo intellettuale, pagano, ma dall’altro è anche indizio, anzi prova, che è un movimento politico che non si sa rinnovare o, quanto meno, molto ingenuo nel reclutamento delle nuove generazioni.
Non scordiamoci che i "giovani" radicali sono stati di volta in volta, i Taradash, i Rutelli, i Capezzone e come sono andati a finire più o meno lo sappiamo. Brrrrr…

Radicali = Aborto + Divorzio. Battaglie sacrosante e quasi eroiche, sia nella sostanza, sia soprattutto per essere state condotte con successo in un periodo in cui molta politica era sprangarsi, spararsi e mettere bombe. Onore al merito e alla pulizia. Però, di tempo ne è passato tanto e non si riesce (almeno io non riesco) a mettere il cappello radicale sopra ad altre iniziative "epocali" del periodo successivo, almeno con la stessa nitidezza. Forse c’è l’anti-proibizionismo, ma siamo ormai fuori-tempo-massimo.

Ma soprattutto, io non ho mai capito il periodo iper-liberista, che ha coinciso con la formazione della mia coscienza politica (dopo gli estremismi dell’adolescenza). 

Da Wikipedia: "Sempre nella successiva campagna (1993), oltre alla riproposizione dei quesiti elettorali, vedeva la presenza di una serie di quesiti «liberali e liberisti» aprendo così un fronte di lotta che vedeva impegnato il partito per tutti gli anni novanta. Tredici quesiti che rappresentavano per il partito un «programma di governo» che mirava a tutelare la «dignità» del cittadino, del contribuente, del consumatore, attraverso una maggiore «libertà» su temi come il fisco, il commercio, il servizio sanitario e il lavoro. Il Movimento dei Club Pannella-Riformatori tentava di coinvolgere Forza Italia, la nuova formazione politica che si proponeva di rappresentare «il partito liberale di massa». Tuttavia Berlusconi non mantenne nessuno degli impegni presi e per questo i Radicali si presentarono in tutte le elezioni successive al di fuori dei due schieramenti politici, portando avanti isolatamente anche le successive iniziative referendarie."

In questo periodo, si sono andati anche ad alleare con forze allucinanti tipo la neonata Forza Italia (con annesso e connesso di fasci antichi, visto che era il 1994 e i fascisti erano e sembravano fascisti). Questo periodo nero, oltre ad aver fagocitato un bel po’ dei famosi "giovani" radicali, ha reso il partito definitivamente inviso a me e ha contribuito a stabilire l’immagine di un partito di vecchietti moderat(
amente rincoglionit)i e quasi arrivati (ed era sempre il 1994)…
Quello che è però il colpo di grazia alla mia opinione dei Radicali è che
di quella stagione non si è mai più saputo nulla. Se andiamo sul sito dei Radicali, oggi, troviamo (oltre alla necessità di un site designer sobrio e forse di uno psicanalista bravo) la piattaforma del 2005 di quando si erano alleati con i Socialisti "di Boselli". Ma come le pensano ste cose?…

Marco: "A Emma! Che se ‘nventamo oggi?"
Emma: "Chi è il più sfigato oggi?"
Marco: "I Socialisti di Boselli… Quasi quasi…"
Emma: "Me piace… Daje."


Dalla lettura del manifesto, si trovano delle posizioni in massima parte condivisibili e di sinistra, ma, davvero, nessuna traccia delle iniziative lisergiche degli anni 90. Chissà che fine hanno fatto e che fine ha fatto l’autocritica. Io questa cosa da vecchio astioso non gliela perdono.

In coda, però, due cose che ho sempre apprezzato in Giacinto detto Marco e Emma. L’essere mangiapreti (e vivaddio) e l’attenzione costante, sia pure con intensità altalenante, ai temi etici, tipo l’eutanasia, la fecondazione assitita, ecc.

Ma lo sapevamo già da soli che il vero problema, la vera iattura dell’Italia che c’è, c’è stata e ci sarà , anche quando Berlusconi se ne andrà agli alberi pizzuti, sono i preti, il papa e le suore. Non ho bisogno dei Radicali per ricordarmelo.

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  1. utente anonimo
    18 gennaio 2010 alle 10:51

    grande! non sai quanto condivido!!!!
    fantastico
    s.

  2. utente anonimo
    20 gennaio 2010 alle 13:53

    trovi anche me del tutto d’accordo. soprattutto con l’ultimo capoverso e con il brivido di orrore al ricordare i "giovani" radicali…
    e.

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