Quirky

QuirkySiamo tutti inventori.
Quirky.com è un sito la cui idea parte da questo assunto (facile) per applicarci sopra tutto l’armamentario della community, del grassroot e del bottom-up.

Praticamente funziona così. 

Io ho un’idea di prodotto, la propongo alla community di aspiranti inventori come me, questi, mediante un processo di voti incrociati e commenti, la valutano e la migliorano, aggiungendo tutte quelle caratteristiche che dovrebbero renderla producibile e commerciabile.
Ed ecco, quindi, fiorire il nome commerciale, la tagline (…e sai cosa bevi…), la confezione e quant’altro. Tutte cose fondamentali che non è detto che debbano venire fuori tutte dalla testa di una sola persona.

Le poche idee che sopravvivono a queste forche caudine arrivano alla struttura (tradizionale) di ingegnerizzazione e produzione e poi, tramite il sito, di vendita. Per ogni dollaro di prodotto venduto, ben 30 centesimi vanno ripartiti, secondo l’importanza dei contributi, a chi ha avuto l’idea iniziale e agli altri utenti che lo hanno maggiormente aiutato.

Tutto molto fico, con qualche, non trascurabile però.

Io ho scoperto Quirky tramite Wired e l’ho subito utilizzato per acquistare (il 3 dicembre) 8 oggetti che volevo regalare ai miei amici a Natale. Erano fichi, carini, intelligenti e 2.0… Fatto sta che, dopo 40 giorni, risultano ancora "In production". Natale è passato, ho dovuto fare altri regali e adesso, se e quando arriveranno, o me li do in faccia o li metto da parte fino a Natale prossimo. (Non dico cosa ho comprato perché alcuni lettori assidui potrebbero, un giorno, riceverli e gli si rovinerebbe la sorpresa… ça-va-sans-dire). E questo è il primo però, ma non finisce qui.

Il sito è totalmente community-oriented e -giuro- non sono riuscito a trovare una sezione relativa ai problemi (o alle faq) del negozio-online. Tutto quello che trovi sono notizie sul processo di "invenzione" e nulla (vuoto pneumatico) sul processo di acquisto. Ora, se io fossi un inventore, mi piacerebbe che la parte di generazione del mio guadagno fosse curata un po’ meglio… In fondo sono anche soldi miei e poi sono cose che ormai fanno cani e porci, non dovrebbe essere difficile.

Infine, per inserire un’idea nelle forche caudine bisogna cacciare up-front 99$. 
Non è tanto per tanti motivi: ti permette di "testare" se la tua "invenzione" raccoglie consensi, ti fa informalmente una ricerca sul mercato e sui brevetti se qualcuno non abbia già avuto la stessa idea e, soprattutto, ti fa accedere ad una filiera in cui tutti i problemi pratici degli inventori casalinghi (produzione, materiali, vendita) sono risolti per contratto e coperti in modo trasparente dai rimanenti 70 cents.

Ripeto i 99$ secondo me "ci stanno", ma voi dareste 99$ a scatola chiusa a uno che non è nemmeno capace di venderti 8 gadget? Io per ora no, nonostante abbia un’idea in testa da un sacco di tempo. Di seguito la mail che gli ho mandato stamattina.


Inviato: sab 09/01/2010 13.04
A: tinydino@quirky.com
Oggetto
: Any news about my order?

Dear Tiny,
I purchased 8 XXXXXXX products on your website on December 3rd 2010, I still got nothing and the order page says they are still in production… Christmas is over, you know… No one notified me about anything. I understand that your shop may not be your core business, but these are the basics. Some suggestions: when will I actually receive the xxxx? Has money been already taken from my credit card? Things like that.

And, by the way, I actually have an idea to submit, but at the momoment, you see, I am not so willing to cough another 99$.

Looking forward for a reply

Ciao
A

Ma, visto che, oltre che inventori, vale sempre la pena essere un po’ antropologi, uno sguardo alle varie cose che sono in attesa di essere votate e, di conseguenza, inventate, ci dà uno spaccato abbastanza disarmante del sentire "amerikano" di questo periodo.

La parte del leone, inopinatamente, la fanno le neo-mamme. Ci sono nell’ordine:

  • "uno spray finto, meglio se profumato all’eucalipto (!), che spruzzato nella stanza scacci e tenga lontani i mostri, così i bambini (amerikani) dormono tranquilli";
  • "un orologio da tavolo che cambia colore ogni ora così il bambino (amerikano, che non sa leggere i numeri, n.d.j.) evita di alzarsi a tutte le ore per andare a svegliare mamma e papà che dormono, ma si alzerà solo quando l’oggetto avrà il suo colore preferito"
  • un ineffabile "timer professionale  a forma di razzo (tipo quelli da cucina) da usare con i bambini" (non si capisce bene per fare che, a meno che non si pensi ad un uso del razzo anziché del timer, n.d.j.)

Ci sono poi tutti gli ambientalisti di ritorno: riciclatori di acqua piovana, compattatori di foglie per il compost, spremi agrumi riciclabili (perché dovrei buttare uno spremiagrumi? n.d.j.)…

E poi ancora chi propone "cerotti da naso scuri per persone di colore", un bob da cazzeggio sulla neve super-accessoriato… E, infine, inevitabili come la morte, ci sono i nerd (con un’interessante maggioranza di Mac-users): organizzatori di cavi, oggettistica USB, reggi-harddisk esterno, ecc.

E’ vero che "è già stato inventato tutto", ma pensare che la gente si sente utile al mondo inventando cose del genere mi mette un po’ tristezza.
La mia invenzione, quella che ho in testa, sarà "di nicchia", ma almeno è utile.
E con questa curiosità vi lascio.

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  1. utente anonimo
    11 gennaio 2010 alle 10:50

    Quando lavoravo all’ufficio brevetti arrivavano cose assurde… eliminando i tre clienti mensili affezionati, ma con evidenti grossi squilibri psichici (uno era un conte e il mio capo lo ossequiava non solo perche ci lasciava un botto di soldi all’anno, ma perche una volta lo picchiò) venivano persone con idee inutili, improducibili, spesso irracontabili da loro stessi! 
    E pur sapendo che l’iter ufficiale di brevetto, ricerca eventuali simili…è molto costoso per un singolo cittadino, insistevano anche dopo i nostri tentativi dissuasivi. Non c’è nulla di peggio di un "inventore casalingo"!
    Ah i più divertenti erano quelli che non si fidavano di noi e non volevano raccontarci l’i"nvenzione "temendo la potessimo vendere a chissà quale industria…
    F

  2. 12 gennaio 2010 alle 19:41

    rimango nella curiosità di sapere della tua invenzione.ciao

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