Di uomini e duomi

EgliseVincent Van Gogh – L’eglise d’Auvers-sur-Oise

Sono in piena crisi creativa. Anche i più a-sinaptici di voi (tipo i fan di Michael Jackson) se ne saranno accorti.
Era già successo, ma stavolta è un po’ diverso. Di cose ne penso tante e alcune di queste mi verrebbe anche voglia di scriverle, ma sinceramente non ho mai tempo e, come si suol dire, perdo l’attimo.

Prendiamo l’ultimo caso. Quello del duomino volante che si frappone fra du(e) omini dementi.
Ne direi tante, ma da un rapido giro vedo che le hanno già dette.

Sabina Guzzanti: «Sì mi ha fatto moltissima pena vedere Berlusconi ferito. Ho visto il volto insanguinato. Ho visto un vecchio ferito. Quando è uscito per vedere in faccia il suo aggressore ho provato anche stima per la fierezza e ho visto anche un politico, credo per la prima volta». Non amo Sabina, che ha preso una strada un po’ troppo barricadera, ma devo dire che ho pensato la stessa identica cosa: pena per il vecchio ferito e stima per lo sguardo fiero su quel cazzo di predellino. Analogamente (ma qui è più facile), sono d’accordo con lei quando scrive che «… la pena, la solidarietà umana che io e credo molti di voi abbiamo provato non è corrisposta. Ho detto che noi abbiamo repulsione per la violenza anche nei confronti di un uomo che la pratica che è il mandante di tanti gesti di violenza. Non ci sono dubbi per me. Non avrei voluto che accadesse, non voglio che si ripeta». Noi siamo diversi da loro… E queste occasioni non devono farcelo dimenticare. Bisogna solo trovare le parole giuste per dirlo.

Sasaki su Macchianera. Già il titolo mi trova d’accordo. I "se" e i "ma" ci stanno tutti. Uomo di merda era e rimane anche da insanguinato. Quindi solidarizziamo contro l’atto inconsulto, ma assolutamente non solidarizziamo con l’uomo e meno ancora con i valori e i modi di cui è portatore… E, visto che c’è la gara a dire "Siamo tutti Berlusconi, puaret", aggiunge una cosa che condivido ancora di più: "Io […] non stimo la gente. Ho un vago rapporto con le persone, ma la gente non merita rispetto. Con la gente non puoi parlare, non puoi ragionare. L’esatto opposto di quanto ritiene valido e corretto la politica italiana, che divide il suo “mercato” in cluster e, dopo aver scremato opportunamente, decide quale registro adottare quando. Di solito il “quando” è la sera ospiti di Porta a Porta e il registro è quello del signora-mia. Il che significa che te ne freghi degli altri. Magari fai bene, poiché sono così pochi che con tre telefonate te la sei sbrigata, ma è anche vero che devi essere cosciente che al popolo signora-mia il termine “stigmatizzare” non serve a nulla. Non solo non lo capisce ma lo evita, gli si interrompono le sinapsi. Sono quelli che senza il più pallido velo di vergogna passeggiano sul marciapiede incrociano uno che fa volantinaggio, non lo guardano, allungano la mano, prendono il volantino, al passo successivo lo accartocciano in una pallina e quello dopo ancora lo fanno cascare per terra a tre metri da dove l’hanno raccolto. Sono gli “Average People”, si posizionano esattamente al centro della gaussiana e come dice Seth Goding “they’re very good at nothing but ignore you”. A costoro hanno deciso di rivolgersi i politici italiani da circa mezzo secolo, dopo una forte virata nell’ultimo ventennio. Tra questi c’è di tutto. Ci sono persone capaci e intellettualmente decenti, ed altre completamente inutili, irrisolte, incapaci, indecenti: dei vuoti a perdere. Se fossi un Pastore protestante troverei modo di far loro lustrare le scarpe del coro Gospel, se fossi un prete Cattolico ne garantirei almeno la salvezza divina, ma siccome sono ateo e scrivo li chiamo con il loro nome: vuoti a perdere, inutili, analfabeti, deviati: manovalanza dell’umanità. È una questione naturale non sociale. Gli uomini non sono tutti uguali. Perché non lo sono le pecore, né gli alberi, l’umanesimo ha fatto anche qualche danno e sarebbe il caso di cominciare a dircelo." Che altro dire che non sia già tutto lì?

E ce ne sarebbero molti altri.

Come ci sarebbero state molte altre occasioni di risparmare correnti d’aria al cavo orale. Tipo Vespa che dice che "Tartaglia è vicino agli ambienti dei Social Network" (che cazzo vorrà dire? E dov’è la notizia oltre al fatto che spaventa la casalinga di Voghera… Che poi è la prima a dire che il suo vicino di casa che stupra la moglie, uccide la suocera, dà fuoco a un barbone o tira una statuetta "era una persona tanto tranquilla e perbene").

O Don Verzè (che deve essere uno famoso in ambiente catto-milanese-coeur in man) che, visto che è tanto amico del premier, ci assicura che il nostro è pronto a "perdonare il suo aggressore"… Certo, tanto pare che la colpa non sia sua, ma nostra… E a noi non ci perdonerà mai, da piccolo uomo vendicativo qual è.

O la Gelmini (parla pure la Gelmini! Hanno proprio aperto le gabbie….) che ci dice che il fatto che Bersani sia andato a trovare il bloody knight in ospedale "senza se e senza ma" (e su questo abbiamo già detto), "è un bel gesto ma non basta"… Forse doveva donare il sangue o cavarsi due denti per solidarietà.

Infine, qualche considerazione sciolta.
I gruppi di Facebook che hanno cambiato titolo a tradimento per dimostrare solidarietà al nostro, riciclando milioni di iscritti ignari che si erano iscritti per tutt’altra causa… Più se ne parla, più mi sento estraneo "all’ambinete dei social network"… La cosa tranquillizzerà Vespa e mi rende poco papabile per futuri lanci di statuine, ma dico… Vi iscrivete a un gruppo dove ci sono già due milioni di iscritti? Avete paura di sentirvi soli? Avete paura di avere un pensiero originale?

Non capisco tutto lo sdegno per i gruppi nati sull’onda dell’evento pro e contro Tartaglia. La gente è libera di dire e di fare quello che vuole, sia seriamente, sia con ironia… Intervenire, su queste cazzate, mi sembra davvero pretestuoso e pericoloso… Insomma, mi chiuderanno il blog per colpa di un matto?

Ieri a Ballarò c’erano delle interviste a caldo al popolino raccolte subito dopo il lancio di statuine. L’aver messo, in un modo o nell’altro, B. fuori combattimento ha permesso di far uscire allo scoperto, visto che erano già usciti di casa,  il popolino medesimo.
Eh sì, perché, se ci fate caso, nei (presunti) bagni di folla del nostro premier la folla non dice mai nulla, tranne "Silvio, silvio" o "Meno male che silvio c’è (e non ci fa, n.d.r.)"… Quindi, questo popolino o è osannante o non è, non esiste e soprattutto non parla. Ma, una volta che l’hai fatto uscire di casa per osannare Silvio e poi glielo togli da davanti all’improvviso, si trovano per così dire in mezzo al guado… Finalmente si vedono e parlano. Ovviamente, la povertà di argomenti è disarmante.

Ma su tutto, rimane un interrogativo… Possibile che Berlusconi non riesca a capire come mai qualcuno lo odia? E (corollario) pensi che il motivo di quest’odio inspiegabile sia l’invidia (come ha scritto sul suo sito)?
Ci manca solo che vada da una maga farsi togliere il malocchio…

Gli auguro che si riprenda presto (anche se starà già benissimo e fa la vittima) e che, una volta che si è ripreso, vada (anzi torni) a cacare.

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  1. utente anonimo
    18 dicembre 2009 alle 17:21

    "Vecchio si!!!!! Ti chiameranno vecchio!!!!"…e dai che sembra una pippa di Renatone nostro, comunque sono d’accordo che Sabina Guzzantinova   sembra Paolino Paperino che s’incazza con Anacleto Mitraglia.
    Notevole l’articolo, non lo conoscevo.
    Salumi e baci
    Clod

  2. 28 dicembre 2009 alle 16:37

    perché Chuck Norris non gli avrebbe tirato solo la miniatura, ma l’intero duomo, madonnina compresa!

    sul resto ho già tartagliato troppo e sul popolo, ovvero su quelli che stanno al centro della gaussiana, è stato già detto

     

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