Il Cesarone

Volevo scrivere un post su Cesare Battisti da parecchio tempo. Oggi mi ero quasi deciso, poi però su Repubblica ho letto l’articolo/intervsita di Omero Ciai a tete-a-tete con il nostro che, praticamente, affronta tutti gli argomenti razionali con cui mi spiego (e volevo spiegare a voi) perché questo personaggio proprio non mi piace. Per quelli irrazionali basta guardarlo in faccia.

In generale, non mi unisco al coro di disprezzo verso i terroristi degli anni 70-80. Anzi, ritengo che la maggior parte di loro abbiano pagato il debito con la giustizia e con la società, nei tempi e nei modi previsti.
In tele preferisco mille volte stare a sentire Renato Curcio o Mario Moretti o Francesca Mambro piuttosto di uno Schifani, di un Gasparri o di un Rutelli qualsiasi.

Non credo che sia per il fascino ribelle (e imbelle) che suscita la “lotta armata” nei figli di mamma e di sinistra come me. E’ solo che il fenomeno è ampiamente storicizzato, spiegato, capito e socialmente cauterizzato, quindi, innocuo, e diciamolo sono tutte persone che credevano in qualcosa, che questo qualcosa hanno studiato e analizzato e quindi ne parlano con cognizione di causa.
In televisione, quanta altra gente vi capita di vedere che è colta, calma e parla con cognizione di causa di qualcosa? Se si desse spazio a persone con simili caratteristiche, ma incensurate, forse li preferirei agli ex terroristi, ma non lo fa nessuno.

E qui veniamo a  Battisti.
E’ un personaggio completamente diverso: non è quasi stato in carcere, ha una collocazione politica e culturale alquanto traballante, allo stesso tempo rivendica le sue idee, ma fugge. Capisco che in galera non ci vuoi andare (dopo 30 anni poi…), ma non venirmi a dire che chi ti ci vuole mettere ha torto e tu non solo c’hai ragione, ma sei libero, bello (poco) e irridente (molto).
Di base, a me sembra uno che ha sbagliato, è scappato, gli ha detto bene per un po’ e ora non vuole ammettere che le cose possono cambiare e che può smettere di dirti bene.
Insomma, nun ce vole sta… E chi nun ce vo’ sta, anche se rivoluzionario, non ha la mia stima.

Il fatto di essere un giallista di ritorno e essere spalleggiato da Fred Vargas non aiuta.

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