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stronziOggi, in una depressione tutta aeroportuale, ho comprato questo (qui il sito). Ne lessi la prima volta più’ di due anni fa a margine di un consesso di cui molti protagonisti si sono, forse in omaggio al metodo, estinti nel tempo.
Sicuramente, si sono estinte le stronzate che si dissero e, soprattutto, i toni stronzo-celebrativi in cui si parlò. Meglio cosi’.

Depressione aeroportuale a parte, perche’ comprarlo oggi? Perche’ per la prima volta nella mia vita professionale, mi sento portatore di valori molto diversi da molti dei miei colleghi e collaboratori. Quindi, con tutto lo scetticismo verso certa letteratura socio-umoristico-amerikana, un consiglio su come contenere ed eventualmente rimuovere questi personaggi puo’ essere utile.

Dico "puo’ essere" perche’ di idee, di risorse e di frecce al mio arco ce ne sono ancora molte, ma un approccio scientifico (come quello promesso dal libro) e’ sempre una bella cosa.

Ho un solo sospetto: io devo rimuovere (o contenere) la stronzaggine (leggasi malafede/scarsa professionalita’) di persone che stanno gerarchicamente "sotto" di me, perche’ il "collaboratore stronzo" e’ una iattura forse peggiore del "capo stronzo". Infatti, il primo ha la solidarieta’ del popolino e potrebbe pure atteggiarsi a vittima o, peggio, a Robin Hood, mentre il secondo invece ha torto a priori, nella vulgata dell’impiegatuccio solo "perche’ e’ il capo" (quindi carrierista, infido, spietato… insomma stronzo "senza passare dal via").

Quindi, mi piacerebbe che il libro affrontasse l’estirpazione della malapianta sia da uno scontato punto di vista bottom-up, sia da quello, molto meno sexy per le masse, top-down. Probabilmente rimarro’ deluso. Stronzo io che c’ho sperato.

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  1. utente anonimo
    24 novembre 2009 alle 19:18

    quando l’hai finito, me lo presti? 😉
    sister

  2. 24 novembre 2009 alle 20:02

     Ce l’ho anche io ma non l’ho ancora letto … secondo me bottom up!
    LaStancaSylvie

  3. utente anonimo
    25 novembre 2009 alle 09:16

    Il libro l’ho comprato e, devo ammettere solo parzialmente letto, ai tempi del capo DAVVERO STRONZO scritto tutto maiuscolo … e ti dico che si vede che di capi davvero stronzi non ne hai mai avuti. La differenza tra il top-down e il bottom-up e’ che il dipendente stronzo alla fine lo puoi licenziare o lo puoi "maltrattare", il capo stronzo o te lo tieni oppure hai abbastanza freccie al tuo arco da dirgli: " sai cosa?? caro, lo stronzo puoi continuare a farlo con altri, io me ne vado" (come ho fatto io).
    Il problema e’ che, finche’ non te ne vai, fai una vita davvero di merda, e con questo intendo che, anche se riesci a "mantenere un contego professionale", cio’ comporta un tale sforzo psiclologico che alla fine sei veramente un rottame.

    p.s. sia ben chiaro non e’ una laudazio al libro, che come dicevo manco ho letto fino in fondo, e’ una considerazione "sociale": il capo stronzo, secondo me,  e’ una disgrazia major e purtroppo diffussissima!

  4. utente anonimo
    25 novembre 2009 alle 11:01

    l’approccio bottom up sarebbe auspicabile in aziende che si tengono-coccolano- crescono i dipendenti: estirpata l’erbaccia oggi non rischi di ritrovartela domani in livelli più alti dove più far più danni.
    Il problema è che nelle aziende dove ho lavorato io non si cresce dall’interno, ma i livelli alti stronzi vengono da fuori (mica scemi "fuori" si liberano degli stronzi!) . E esiste una proporzionalità diretta tra i danni che possono fare tali personaggi e la loro votazione in stronzaggine.
    Quindi sarebbe proprio bello un approccio top -down, ma è impossibile e peggiora pesantemente la qualità della vita…
    Fida

  5. utente anonimo
    25 novembre 2009 alle 18:07

    … e comunque, purtroppo, lo stronzo a qualunque livello un qualche imbecille ce lo avrà pure messo 🙂

    bnb

  6. 25 novembre 2009 alle 21:33

    Ho sempre diffidato di questi libercoli di cui sono pieni gli scaffali delle librerie degli aeroporti…Forse perché è solo nelle tedianti attese per voli cancellati o col ronzio del volo nelle orecchie che si leggerebbe di tutto.

    In un’epoca però in cui ormai praticamente anche il più str…ops, volevo dire chiunque ormai riesce a farsi pubblicare un libro forse questa lettura ci sta tutta.

    Ne parlerò con te alla prima occasione! Soprattutto perché se c’è un momento in cui c’è poco da stronzeggiare è andando in moto!

    PS) per associazione di idee tra libri e stronzate…giusto ieri ho finito di rileggere a balzelloni qua e là uno dei libri della mia gioventù "Farenheit 451"…

  7. 26 novembre 2009 alle 10:24

    Beh, in realtà questo non è proprio un libercolo, ma un caso editoriale, nato con un tam tam in rete, articoli sull’ Harvard Business Review e il rimapallo su un centinaio di blog (di quelli veri )… Anche se poi si rivelerà un libercolo qualsiasi.

    J

    PS: ma non eri tu quello che ha smesso di fumare con un libercolo da autogrill? 🙂  🙂

  8. 1 dicembre 2009 alle 19:59

    Touché 🙂

    In realtà ha venduto una decina di milioni di copie col solo metodo del passaparola!

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