Home > quadri, riflessioni, spigolature, vita da jester > Meta-tema (o tema sul tema)

Meta-tema (o tema sul tema)

Tramontaccio Hopper

Forse non si direbbe, ma odiavo scrivere.
Brutta grafia, poche idee e soprattutto poca voglia. Fin dalle elementari, non andavo mai oltre una stentata colonna e mezza, quando i miei compagni di classe (le mie compagne, in verità) ne facevano sistematicamente ben più di quattro, sconfinando -addirittura- sul secondo foglio protocollo. Vabbè, mi consolavo dicendo che scrivevo piccolo e stretto, ma non ingannavo nessuno (me per primo) e i punti-a-capo, messi lì solo per rubare delle mezzerighe, erano lì a dimostrarlo.
Pensierini, temini, temi in classe erano sempre visti come un incubo (“E mo’ che ‘cce scrivo?“) e il (raro, per fortuna) tema a casa era visto come un’amara ingiustizia, una pugnalata a freddo, oltre che come la tumulazione di un pomeriggio.
Generazioni di prof, ciononostante, hanno mantenuto, against all odds, una certa fiducia nelle mie capacità di prosatore e sono stati rari i casi in cui mi hanno messo meno di sei… Un sei stentato, forse, ma costante, che non mi ha mai creato problemi a fine anno. Dopotutto, non facevo errori di ortografia, le parole le mettevo bene in fila e poi, almeno per gli standard della scuola pubblica, con la punteggiatura gliel’ammollavo.

A questo proposito c’è un aneddoto molto più recente dell’epoca in parola, ma che rende comunque l’idea.
Ho redatto la mia tesi di laurea in Impianti Elettrici nei mesi estivi del 1996. Già mi era venuta voglia di scrivere allora, quindi, seppur poco seguito (praticamente un cane sciolto), io scrivevo, scrivevo, scrivevo, tanto che, alla fine, vennero fuori più di 400 pagine… In un giorno di luglio, finalmente, il mio co-relatore, un pezzo grosso dell’Enel, molto ingegnere, molto praticone, quasi incredulo che io avessi scritto già un’ottantina di pagine senza che lui mi dicesse niente, mi convoca a bordo piscina sulla Cassia e inizia a leggere con i mezzi occhiali sul naso: “Ingegnere (mi chiamava ingegnere anche se non lo ero ancora per deformazione professionale, n.d.j.), vedo subito dalle prime righe che con l’italiano non ci siamo… Troppe virgole, troppa punteggiatura…” E io, acidissimo: “Legga bene… A voce alta… La punteggiatura serve per leggere a voce alta.” E lui in effetti è passato in literary-mode e ha abbozzato… Un buon inizio, quando si dice “partire con il piede giusto”.
..

Tornando ai temi e ai tempi della scuola, quindi, il mio problema non era come scrivevo, ma quanto e, soprattutto, di cosa scrivevo.
Eh sì, perché il tema, al Liceo Classico (e temo anche altrove), non è il tema di Italiano, ma il tema di Letteratura Italiana. La bravura, vedetela come vi pare, era nel riscodellare sul foglio protocollo pagine e pagine di noiosissima e spesso banale critica letteraria, seguendo alla lettera il programma ministeriale.
Passi Dante, su cui ad averci pazienza si può trovare anche qualche libro di critica interessante, passino i Leopardi, i Pirandello… Ma, dio santo, mica era sempre domenica: Marsilio Ficino, Teofilo Folengo, il Pulci, il Metastasio, il Tasso, Poggio Bracciolini (no, dico… Poggio Bracciolini). Loro stessi si sarebbero messi a ridere, sapendo che, qualche secolo dopo, mandrie di coglioni in overdrive ormonale avrebbero passato 4 ore filate a scrivere temi su di loro.

Ora. Scrivere si poteva pure, la parola scritta cominciava ad emanare un certo fascino, anche perché, grazie ad autori assolutamente ignoti ai programmi ministeriali (Steinbeck, Hemingway,…), avevo da poco scoperto che leggere era un ottimo passatempo. Ma scrivere di quelle cose, di quelle inutili operacce in italiano antico, brutte (spesso) e incomprensibili (sempre) sia dal punto di vista poetico (perché scrivete queste cose?) sia, dolorosamente, dal punto di vista linguistico, era davvero troppo.
Infatti, avevo staccato la spina alla letteratura italiana, più o meno a metà del primo liceo… All’altezza di Petrarca per capirci. Scena muta alle interrogazioni (anche quelle “programmate”) e ostentato disinteresse in classe: ero giovane e stronzo, ci voleva pazienza…

Quando c’era il tema, unico in una classe di pecore italianiste, tentavo la sorte con il tema d’attualità e, molto raramente, con il tema di storia (anche quella la studiavo poco e mai regolarmente). Alla fine la prof di Italiano il tema di attualità lo dava solo per me (una volta, ricordo, non aveva preparato la traccia e ne  inventò una ai limiti del ridicolo su mia richiesta).
All’inizio (e forse anche alla fine) non brillavo per originalità di pensiero e correvo sempre il rischio che capitasse qualcosa di inaspettato (tipo “Impatti socio economici della transumanza sugli Urali“), ma almeno la mancanza di confronto con i miei compagni, gli “adoratori del Sapegno”, mi permetteva di godere di un giudizio equanime e scevro da possibili confronti… Oltre al fatto che evitare il ricatto “studia letteratura perché serve per il tema“, rendeva la vita decisamente più facile.

Il rischiatutto del tema di attualità è andato avanti coerentemente fino alla Maturità.

Il mio grande dubbio il giorno prima era “E se non lo so fare?“, mentre per “i figli di Verga” il dubbio era duplice: “a) E se non lo so fare? b) Che uscirà?
Io, almeno rispetto al secondo problema, ero vaccinato da tre anni.

Stavo meglio io, no? Comunque sia, come altri, ne sono uscito vivo.

Annunci
  1. 8 settembre 2009 alle 20:23

    Godibilissimo questo resoconto delle tue penne… Mi ha colpito molto la scena col pezzo grosso dell’enel…! Comunque almeno Boccaccio salvamelo, dai !

  2. utente anonimo
    11 settembre 2009 alle 10:07

    Che carino… 🙂

    Carolina

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: