Automat

Sto nel buen ritiro familiare e domani devo tornare verso Roma e poi partire verso le vacanze vere. Prenderò il treno perché nessuno mi accompagna, ma tant’è.
Oggi, quindi, sono passato ala stazione da cui partirò per vedere gli orari e magari anche prendere il biglietto per guadagnare minuti preziosi di sonno e scampoli di tranquillità mattutina.
La stazione è abbandonata e il suo abbandono (con tanto di oblò della biglietteria murato a calce) ha coinciso, inopinatamente con una nuova giovinezza di questo ramo decisamente secco. La stazione è terminale, come a Londra, a Parigi, a Roma e, misteriosamente a Foggia. Oltre di essa c’è una montagna e nessun regime ha ritenuto opportuno perforarla, quindi il treno finisce lì.
Fino a due tre anni fa, la stazione era servita da una Littorina diesel che faceva da staffetta da una stazione della Linea Principale, strangolata dai grilli e dalla sonnolenta inutilità dell’entroterra, fino alla ridente stazione balneare sotto la montagna. Poi la stazione si è estinta, la Littorina credo pure, ma le Ferrovie hanno ritenuto opportuno spingere fin lì un treno “vero”, direttamente da Roma Termini, senza cambi.
Avevo visto una cosa simile tanto tempo fa, in Bretagna, il direttissimo Paris Montparnasse – Quiberon…

Ebbene, grandeur ferroviaria a parte, stamattina la biglietteria è murate e il bar è chiuso, quindi, per il biglietto sembra che non ci sia niente da fare. Mia madre chiede a una fauna locale di vecchietti, assidui frequentatori dei tavoli da gioco sotto la montagna.
I biglietti stanno al bar
E’ chiuso
Allora alla macchinetta

La macchinetta è dispenser di sigarette davanti al bar chiuso, ma guardando bene ci sono anche I biglietti… A fatica si individua quello giusto, si mettono I soldi (il treno è sempre una soluzione estremamente conveniente) e si attende.

Il risultato è questo (?!).

Vabbè, m’ha fregato I soldi…

E invece, dentro la scatoletta di filtri per canne (con tanto di espliciti disegni), c’è l’ambito biglietto che, evidentemente, doveva essere reso digeribile ad una macchina abituata a maneggiare pacchetti..

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  1. 17 agosto 2009 alle 19:08

    Fantastico! 🙂

  2. 19 agosto 2009 alle 10:27

    carino… è anche un invito al riciclo: non buttate i biglietti usati, utilizzateli almeno un’altra volta!!! :-))

  3. utente anonimo
    25 agosto 2009 alle 13:49

    …ma manco a mio cuggino…!
    Clod e le Storie Tese

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