28 Qershor

Il 28 Quershor, che poi sarebbe giugno, qui si vota.
Elezioni serie, non come quelle nostre. Si elegge il primo ministro votando il partito. Non ho ancora ben compreso il sistema elettorale, ma le coalizioni se ci sono non si vedono e, quindi, chi prende più voti pare governare anche con la maggioranza relativa… Bizzarro, però ripeto, mi devo informare. E comunque prima stavano peggio.

Di cose bizzarre, comunque, ce ne sono diverse.
Non si votano i partiti o le persone, si votano i numeri: ad esempio,  per votare il Sindaco di Tirana, il socialista (naturista) Edi Rama, si deve votare 33, se si vuole confermare Berisha bisogna votare 10… Manco fosse il Capitano. I partiti sono una marea (almeno 33, ma mi sembra di aver visto un 47) e grosso modo tra manifesti e tele si vedono tutti.

Uno è particolarmente naif e il suo spot molto artigianale si intitola “Le grandi catastrofi della storia”:
1911 affonda il Titanic, 1937 si incendia l’Hindenburg, 2005 Berisha va al governo…
forse manca qualcosa, ma rende l’idea.

C’è addirittura un PDS, con il simbolo molto simile alla quercia occhettiana, il cui leader e frontman è il sosia di Rodolfo Laganà. Ci sono i nazional-europeisti, che vogliono stare sotto la nato e dentro la UE.
Ci sono una serie di personaggi che vogliono cambiare (ndryshon), ma essenzialmente se la giocano Berisha democristiano-equivalente saldamente al comando dal 2005 uomo forte del dopo regime con diversi alti e bassi negli anni novanta tra cui pure  una mezza guerra civile, ed Edi Rama uomo giovane socialista, sindaco e artefice della (presunta) rinascita di Tirana (in technicolor).
A detta di tutti, Rama "è sceso in campo perché gli stava sul cazzo Berisha”. Per me che ho sempre votato contro e mai a favore di qualcuno è una bella soddisfazione.

Ma quello che fa davvero un certo effetto è quanto sia pluralista questa campagna elettorale. Davvero nella vita tutto avrei pensato tranne che di venire a lezione di pluralismo in Albania.

Tutti hanno più o meno la stessa presenza sia in video sia sui cartelloni per strada. Anche i partiti più improbabili. Tutti dibattono con pari foga e non si parlano sopra in modo evidente e plateale. Tutti sembrano angosciati (giustamente) dai veri problemi del paese: le strade e, più in generale, le infrastrutture. Qui, per la cronaca, manca la corrente un giorno sì e un giorno no e l’acqua tutti i giorni.

Infine, parrà strano a voi tardo-imperiali, ma le mignotte non sembrano nell’agenda (pubblica) di nessuno, ma ancora non capisco bene la lingua e quindi potrebbe essermi sfuggito qualcosa.

berisha
Spot di Berisha

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