Spartak

Domenica scorsa, in una controra da 35 gradi all’ombra, ce ne siamo andati a piedi a zonzo per Tirana con l’amico Poll. Due foto (quelle che state vedendo negli altri post), un po’ di bibite al fresco, uno spuntino leggero, qualche considerazione socio-economica e un mare di cazzate… Turisti, insomma… Per quello che può significare a Tirana.

Stavamo passeggiando sullo stradone mattonellato e, in prossimità del ponticello sul fiumiciattolo Lana, veniamo avvicinati da un vecchietto, che poi si scoprirà avere poco più di 60 anni, con una busta in mano…

Il nostro ci chiede se siamo turisti (no), italiani (sì) e rassicurato dalle nostre risposte inizia a raccontarci la storia della sua vita in un pidgin, italo-anglo-albanese.

Ha vissuto in Italia negli anni ’50 in quanto figlio dell’ambasciatore albanese in Italia e poi è diventato un appassionato di calcio (di quelli dalla cultura enciclopedica), cosa che non deve essere stata facile sotto il regime, non tanto perché si trattasse di uno sport demo-plutocratico, quanto per la difficoltà di accesso alle informazioni…

L’incontro con un’altra enciclopedia calcistica semovente come il Poll ha regalato qualche scambio notevole di spigolature sugli Europei del 68, formazioni varie, Ferruccio Valcareggi, Re Cecconi (bumbum)…

Poi, Spartak apre la busta e tira fuori insieme ad un pallone di cuoio antico, una serie di fogli che attestano quelli che sono stati i successi della sua vita.

Sono fotocopie di giornale (albanese) degli anni ’90 che riportano il suo ingresso nel Guinness dei Primati per aver palleggiato camminando sulla pista di atletica dello stadio di Tirana con un pallone da calcio per quasi 20 ore consecutive, coprendo la distanza di quasi 60 kilometri… Ovviamente senza far cadere il pallone… Ha tenuto anche a precisare che le regole dell’impresa prevedevano una pausa di 5 minuti ogni ora.

Accanto a questo record importante, ne aveva anche altri “minori”, tipo due ore e mezza con una palla da tennis, e qualche ricordo di un ceco che voleva superare il suo record delle 19 ore e che ha collassato dopo 2 ore e mezza… Eh, eh, eh…

Ovviamente non ha potuto esimersi dal darci una dimostrazione dei suoi talenti… Il video è un po’  così, ma rende l’idea.

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