Raccomandate

Hotel lobbyEdward Hopper, Hotel Lobby (1943)

Odio ricevere raccomandate a casa.
Perché non mi trovano mai e devo perdere tempo ad andare all’ufficio postale.
Perché c’è il 90% di probabilità che siano multe.
Perché sono troppo curioso e passare due giorni senza poterla andare a ritirare mi stressa troppo. E’ strano, ma mi stressa davvero.

Non è un evento frequente: il mio indirizzo di spedizione per tutte le consegne di solito è l’ufficio, quindi a casa mi arrivano solo multe e comunicazioni varie da uffici pubblici. Ieri, comunque, torno a casa e mi trovo il bigliettino nella buca delle lettere. Sempre più povero come carta, tra l’altro… Il solito timbro che non si legge mi dice di andarlo a ritirare all’ufficio postale Roma Montesacro (altro mistero, ogni tanto le ritiro lì, ogni tanto ad un altro ufficio più piccolo e più vicino… Va a capire).

Oggi per fortuna è sabato e il dover aspettare le 10.30 del giorno successivo non mi fa fare tardi al lavoro, quindi in tarda mattinata, prendo il mio Kindle, perché ci sarà da aspettare, e vado.

Inciso doveroso. Di solito non prendo multe, credo di avere tutti i punti (forse anche un po’ di più, se è vera la leggenda metropolitana che ricrescono) e questo, girando solo in moto, senza targa contraffatta, potrebbe quasi essere un record.
Tuttavia, qualche zozzeria la faccio pure io, ogni tanto apro troppo, ogni tanto taglio qualche angolo, svicolo, ecc… Nulla di imprudente, né di pericoloso, né per me, né per gli altri, ma del fatto che per il codice della strada il non rispetto delle regole non ha niente a che vedere con la pericolosità dell’atto, abbiamo già detto…

Sabato mattina romano di quasi estate, inaugurazione dei pinocchietti, motoretta (brum, brum) e parcheggio davanti all’Ufficio Postale in sospetto divieto di sosta (appunto).

Entro nella bolgia, veramente un casino infernale, prendo il mio numeretto, mi metto su un davanzale e aspetto. Mentre aspetto, tiro fuori il Kindle e comincio a leggere. Vorrei leggere, perché un arzillo vecchietto butta l’occhio sul misterioso macchinario e si incuriosisce. Mi guarda e mi riguarda e poi, non volendo fare la figura di quello che  non è al passo coi tempi, non mi chiede del Kindle, ma mi fa: "Ma che leggi in inglese?"… Io: "Eh, si… Co’ ‘sto coso, il libri in italiano non ci stanno" E cominciamo a parlare un po’ di tutto, del progresso, del Kindle, dell’inglese e degli amerikani, di papi…

Passa una ventina di minuti, il  tempo di notare che c’è un’impiegata gentilissima che sta facendo cambiare il "radicamento" del conto ad una signora (cazzo sarà?…), ed è il mio turno (non quello del vecchietto che sospetto vada lì per fare amicizia, più che per necessità postali) e ritiro la raccomandata…

Il tizio la prende, la guarda, vede che c’è scritto ATAC sopra la busta e fa: "Chissà che vonno?"… Io, davvero sorpreso dal mittente, firmo le scartoffie, la prendo rapace e me ne vado… Tranquillo, perché non è sicuramente una multa: troppo sottile e comunque se c’è una cosa che non faccio in moto è andare sulle corsie preferenziali. Per il resto non ho rapporti di nessun tipo con l’ATAC…

La apro subito e scopro che si tratta di un miracolo di burocrazia italiana, di quelli vecchia maniera… Praticamente mi dicono che hanno scoperto, dopo 5 anni, che non risiedo più ai Parioli (c’è scritto proprio così: Parioli) a casa dei miei e che quindi il permesso di parcheggio della mia automobile targata XYZ è revocato a partire dal 1 giugno.

Bene, anzi benissimo, perché non è una multa…
Ma quando ho cambiato residenza, ho aggiornato anche i relativi documenti della macchina, quindi, anche lei a suo modo risiedeva a Talenti…
Ma soprattutto quella macchina mi è stata rubata (e la cosa regolarmente denunciata) a Natale 2005…

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  1. 10 maggio 2009 alle 21:26

    Fa parte di quel misterioso “affaire noir” che è l’informatizzazione degli uffici pubblici.
    Il tuo è il caso privato in contrappasso alla dichiarazione catastale che in milioni hanno reso insieme alla bolletta ACEA/ENEL (non io, aspetto curioso come una scimmia). Come se l’ufficio del registro avesse bisogno dell’ente citato per sapere chi possiede una casa a Roma…

  2. utente anonimo
    11 maggio 2009 alle 09:18

    non commentiamo sui punti… li fai perdere solo a chi ti sta a fianco?!? MEGA UMPF..
    cmq per quanto rigurda le raccomandate, se volessi le PI offrono un meraviglioso servizio che si chiama “Dimmi quando”…implementato da dalla terza società IT italiana!!!

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