Azzurre libertà

Viagra salesInvecchiando, si capiscono tante cose…
E’ difficile parlar male della cosiddetta seconda repubblica e dei suoi più o meno eminenti esponenti senza cadere nel già detto e, per quanto mi riguarda, nell’offesa personale e gratuita…
Li odio e ne parlo male. Odio più di loro quelli che li votano, ma questa è un’altra storia.

Vorrei però condividere con voi una riflessione che ho in testa da un po’ e che le cronache di questi giorni mi fanno frullare in testa con rinnovata insistenza.

La rovina dell’Italia è il Viagra. Argomentiamo un po’.

Una volta, i politici erano dei vecchi che rubavano, si accompagnavano a mafiosi e delinquenti assortiti, inciuciavano a tutto campo, malversavano ed erano brutti da vedere. Tranquilli, tutto questo lo fanno e lo sono ancora, ma c’è una novità.

Questi di adesso, apparentemente, scopano pure. Ora, non avevo l’età né per votare, né per capire certe cose, ma a parte le leggendarie sveltine di Mussolini a Palazzo Venezia (all’impiedi sul davanzale, si dice) e la presunta tresca tra Moana e Craxi, non mi sembra che ci siano stati altre contaminazioni eclatanti fra le camere alte e le camere basse.

Mussolini era già arrivato e, da italianetto nella sua Italietta qual era, raccoglieva i frutti della sua popolarità. Craxi era quello che era, ma passava per uno giovane, all’epoca, e da portatore di una politica nuova… Quanto nuova l’abbiamo visto, poi… Però, bisogna dire, Moana era Moana e i calvi piacciono.

Quanto al resto, si può avere l’opinione politica che si vuole, ma è ben difficile pensare ad uno dei cosiddetti padri della prima repubblica, a un Moro, a un Fanfani, a un De Gasperi, a un Berlinguer, fino al mio preferito, e mai troppo rimpianto, Pajetta, in atteggiamenti intimi con una qualche topazza tanto al kilo, come invece fanno i loro epigoni contemporanei.

Oggi, infatti, a parte che i calvi non piacciono più (o forse sono solo più insicuri), la nostra classe politica è sempre la più anziana del sistema solare, ma ha un’insolita, e chimicamente sospetta, iperattività sessuale. Non passa giorno che non si parli di cose dietro le quali è facile immaginare un assortimento (un po’ scontato per la verità) di situazioni pecorecce. Cito alla rinfusa.

Il tizio dell’UDC beccato con due mignotte di medio bordo in un hotel a via Veneto.
Le (presunte) lezioni telefoniche di bio-idraulica da una ministra ad un’altra della repubblica.
Il giro di topa giovane (scusate se sono crudo, ma qualsiasi altra definizione sarebbe un eufemismo parrocchiale) avvistato puntualmente a Villa Certosa.
Sempre lui che a settant’anni suonati (e portati male, tinture a parte) dice che je dà 3 ore per notte e frequenta le feste dei diciott’anni di bionde (e virginali) ragazzette campane che lo chiamano papi. Roba da cumenda dei film anni ’60.
Le attricette raccomandate perché gli servono voti al senato (lascio a voi unire i puntini per capire qual è la situazione).
Fino alle polemiche di questi giorni, sul giro di topa giovane (sempre quello) che dovrebbe essere candidato alle Europee.

Io credo che nessuno di voi possa ragionevolmente credere che tutto questo sia possibile, per un personaggio nella forma e dell’età del Nostro (ma qui è solo l’icona di un fenomeno più ampio), senza un aiutino azzurrino da parte della Pfizer.
Senza questo aiutino, saremmo sempre messi molto male, ma almeno non avremmo la sensazione di vivere in un film con Edvige Fenech e Alvaro Vitali che la guarda dal buco della serratura.

Vi lascio con un dato. Per me, che sono antico, inquietante.

Un mio conoscente ha un passato un po’ borderline, da piccolo spacciatore, in una cittadina di media grandezza del Lazio (non credo che arrivi a 50.000 abitanti) ed ha ancora qualche amico che non ha lasciato le attività borderline
Ebbene, uno di questi amici ha lasciato perdere il classico fumo si è messo a smerciare illegalmente Viagra ed ha un giro di affari, in quella piccola città, di 5000 pillole a settimana…

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  1. 29 aprile 2009 alle 15:47

    deciamente illuminante, forse sarà x questo che l’azzurro ricorre spesso nella loro iconografia..

  2. 29 aprile 2009 alle 16:45

    Ciao Alex.
    E grazie per l’illuminante… Era un po’ che non me lo sentivo dire…

    Vedo che tu hai scritto un solo post nel tuo blog, ma con una passione che ne vale dieci dei miei.

    Mi sento spesso anche io come te… Non tanto come situazione contrattuale (per ora), ma sicuramente come cattivo utilizzo dei miei talenti.
    Stammi bene.
    Resistere, resistere, resistere. Come diceva Villari.

  3. 1 maggio 2009 alle 13:48

    Complimenti! Bellissimo!
    Due cose: la pillolina è azzurra…ci sarà un nesso? 🙂
    I calvi piacciono? Gira ancora quella leggenda metropolitana che associa calvizie ad eccesso di testosterone? 🙂

  4. 1 maggio 2009 alle 16:20

    “I calvi piacciono” era il pezzo forte della mia imitazione del prof di storia dell’arte ai tempi del liceo.

    Poi sai com’è, sono cose che si dicono, ma quando sei capellone come sono io, non puoi dire se è vero o no….

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