Kindle: prova su strada

Someone said “Why would I want to carry another device just to read a book?

I guess they missed the fact that they were already carrying a device just to read a book, and that would be the book itself…

(Trovata in giro)

KindlecorpsCe l’ho da una settimana, il Kindle, e l’impressione è decisamente positiva.

Oggi ho finito il mio primo libro (il secondo che ho acquistato) e devo dire che, anche se Connelly non delude mai, me lo sono goduto in modo particolare.
L’esperienza di lettura è molto simile a quella di un libro tradizionale, con alcune sottili ma importanti differenze che mi accingo a raccontare.

Innanzitutto, rispondo alla domanda che mi hanno fatto tutti: "No, non dà fastidio agli occhi."
Da che mondo è mondo questa è la critica più comune al libro elettronico, spesso seguita da "pensa che io i pdf devo sempre stamparli perché non riesco a leggerli a video...". Dopotutto, però, a pensarci bene, se non si fosse trovata una soluzione tecnica a questa critica così di base, probabilmente, il Kindle non avrebbe avuto possibilità di esistere, figuriamoci di avere il successo che ha avuto… Quindi la domanda è un po’ fuori luogo…
Non mi sono documentato bene su questa tecnologia, chiamata e-paper, perché, indovinate un po’, mi dà fastidio leggere a video e non me ne frega molto, ma vi assicuro che funziona. Con il Kindle tengo i miei soliti ritmi di lettura (4-5 ore filate, anche di più).
Comunque, di base, non ha la retro illuminazione e questo, oltre a comportare la necessità di una fonte di luce esterna, permette la lunga (davvero) durata della batteria e non affatica gli occhi.

E questo mi porta a quello che è il vantaggio principale di questo tipo di oggetto sul libro tradizionale: non servono due mani per leggerlo.
Se ci fate caso i libri, in particolarmente quelli spessi (sopra le 300 pagine) ed in edizione economica, non stanno aperti da soli. Questo sia per chi come me, i libri tende a massacrarli, sia, a maggior ragione, per quelle fighette che leggono con il naso, come i formichieri, per paura di aprire troppo il libro che poi si rovina.
In tutti i casi, il libro bisogna tenerlo (un po’) aperto e per fare questo servono due mani. Cosa che in posizioni di lettura comode (tipo al letto, al mare, su un prato, in un sacco a pelo, ecc.) limita radicalmente le possibilità di postura. Avere una mano libera e quindi potersi muovere molto più liberamente, non sembra, ma è davvero una svolta.

Della comodità pratica, abbiamo già detto nell’altro post, ma, oltre alla possibilità di portare molti libri in pochissimo spazio, aggiungerei la considerazione che i libri "grossi" non sono più antipatici e scomodi di quelli piccoli. A me, tendenzialmente, questa riflessione, pur facendola ogni tanto, non ha mai limitato granché, ma c’è chi la fa… E magari questa volta potrei leggere una volta per tutte "Infinite Jest" di DFW.

Aggiungiamoci, come ultimo grande vantaggio, il fatto che i libri (in inglese, ovviamente) costano, in Kindle edition, la metà del prezzo di copertina in dollari, quindi circa il 35% di quanto li pagherei in Italia, ammesso che ci arrivino mai… Ovviamente, il libro non esiste se non in formato elettronico, quindi, deve essere comprato per essere letto: come oggetto di consumo e non come oggetto di culto… Ma voi non lo fate mai?

Veniamo agli svantaggi, che tuttavia, capito e accettato l’utilizzo per cui il Kindle è pensato, non sono molti e soprattutto non sono gravi.

La lettura è per definizione un’attività solitaria, quindi, un problema delle gioie che il Kindle dà, è che queste non sono condivisibili. In Italia soprattutto non ce l’ha nessuno, quindi, per quanto esaltato tu sia dall’oggetto, ne parli sempre a qualcuno che non ti segue più di tanto. Ma questo è meno grave del fatto che, se ti piace un libro, non puoi prestarlo, senza prestare tutto il Kindle, quindi manca la condivisione anche dell’oggetto stesso della lettura.

Inoltre, l’ergonomia del Kindle Uno (perché è appena uscito il Kindle Due) è abbastanza discutibile o, quantomeno, io non l’ho ancora capita. Secondo me una cosa che si deve tenere in mano, non deve essere tutta spigoli e soprattutto dovrebbe avere una posizione di presa evidente (pensate, che ne so, a una pistola, a un rasoio elettrico, a un ferro da stiro…).
Ma soprattutto, non dovrebbe essere coperto in ogni possible punto di presa da bottoni ipersensibili. Mi riferisco, caro Bnb, non alla tastiera (inutile) sotto lo schermo contro cui ti sei scagliato a più riprese e che io non ho ancora usato né volendo, né per sbaglio, ma ai bottoncioni laterali di avanzamento pagina, che si attivano anche se li guardi per sbaglio…
Afferrare un Kindle acceso senza girare accidentalmente pagina è un impresa che richiede un certo allenamento…

"Beh, e pure se hai girato pagina? Torni indietro, no?" Certo che torno indietro, ma qui c’è un’altra particolarità della tavoletta sumera. In realtà, non è un difetto vero e proprio, ma è un aspetto che spiazza il  lettore/utente perché la gestione delle pagine è molto diversa da un libro tradizionale.

Per cominciare, come è facile vedere, c’è una pagina sola e la sua lunghezza (cioè il numero di parole o la frazione di libro che contiene) dipende dalla dimensione a cui si imposta il font del carattere. Pur mettendo un font piccolo (io uso il penultimo di sei) la quantità di testo sulla singola schermata è, a occhio, poco più della metà di una facciata dell’equivalente cartaceo.
Facendo due conti, con il Kindle si gira pagina circa 4 volte più spesso rispetto al libro normale, ma la cosa bella è che non ci sono i numeri di pagina, perché, probabilmente, come nei lunghi testi in html, manca completamente il concetto di impaginazione. Il testo è un continuum, che, a seconda della dimensione dello schermo, del font utilizzato e, per le pagine html, della dimensione del supporto di stampa, viene spezzettato senza particolare criterio e e senza controllo da parte dell’utente.
Al posto dei numeri di pagina ci sono due cose:

  • una barra di avanzamento orizzontale che ti dice più o meno dove sei nel libro, dividendo il totale (di cosa?) in, a occhio, trentesimi.
  • un’indicazione delle location (righe, paragrafi, versetti? Boh…) che ci sono nella schermata, ma, senza sapere quante sono le location totali del libro, serve a poco.

Un’ultima cosa sulle pagine… Davvero bizzarra. Mi sono accorto in questi giorni, che il mio timer mentale che attivava il movimento di girare pagina, si attivava, con il libro di carta, non all’ultima riga, ma un po’ prima, diciamo alla penultima o anche alla terzultima… Questo vuol dire che le ultime 2-3 righe vengono lette durante l’operazione di giro-pagina… Ebbene, sul Kindle non ci sono le pagine, ma le righe sì, quindi il comando di giro-pagina viene dato dal mio cervello (vabbè…) con le stesse tempistiche inconsce. Il problema, però, è che sul Kindle la pagina è girata istantaneamente, quindi, non c’è un "durante" e le ultime righe non vengono lette…
E ti ritrovi alla pagina nuova che non sai di cosa stanno parlando…

Magari è banale, ma c’ho messo un po’ a capire che cosa stava succedendo…

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  1. 19 aprile 2009 alle 20:30

    Ciao,
    vorrei sapere come si comporta la tavoletta sumera in pieno sole. Questo è un grosso problema per i portatili ma dovrebbero averlo risolto su un terminale il cui scopo è la “sostituzione” del libro.
    Resta ancora oscuro lo scopo della tastiera. Forse consente di prendere note e appunti ?

    GB

  2. 20 aprile 2009 alle 00:34

    Ciao (sei chi penso io? O hai solo le stesse iniziali?).
    Allora, per il pieno sole toccherà aspettare la prova su spiaggia. A occhio, più che non vedersi del tutto come fanno i portatili (ma anche le fotocamere, videocamere, telefonini, ecc.), penso che ci sia un certo problema di riflesso e quindi di posizionamento rispetto alla fonte di luce. Niente di che e comunque minimizzato al massimo dall’opacità sia del nero che del bianco, ma un po’ c’è…

  3. 20 aprile 2009 alle 00:39

    La tastiera serve per le annotazioni, per la personalizzazione e per, immagino, interagire con blog ed altro quando si è connessi a Whispernet. Anche se il suo scopo principiale sia quello di evitare di farti mettere le manacce sullo schermo.

  4. utente anonimo
    20 aprile 2009 alle 12:22

    Non saprei dire se sono chi pensi che io sia.
    Occhio al sito che ho messo in “blog” 😀
    Un’altra cosa: hai provato a collegare la tavoletta a linux ? Magari non all’acer one che quello è un linux castrato.

    GB

  5. 20 aprile 2009 alle 13:07

    Io ho solo l’AspireOne… Comunque posso provare da lì… In realtà, comunque il collegamento è molto semplice, lo vede come unità USB e ci copincolli il file che scarichi da Amazon… Quindi, non credo che il sistema operativo gli dia particolarmente fastidio… Poi tra l’altro mi sembra che avevo anche letto che il sistema operativo che c’è sul Kindle è linux…

  6. utente anonimo
    20 aprile 2009 alle 13:36

    mmmm……
    Se sulla tavoletta c’è linux il discorso è ancora + interessante.
    Mi toccherà studiare questo apparecchietto.

    GB

  7. 20 aprile 2009 alle 14:24

    Ho visto il link… Avevo capito bene chi eri…

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