Home > pseudo recensioni, riflessioni, vita da jester > Antonio Scurati – Il sopravvissuto

Antonio Scurati – Il sopravvissuto

il sopravvissutoChi ha letto altre mie recensioni, può aver notato che mi scaglio regolarmente, quasi con astio, verso la pochezza di molti scrittori (registi, sceneggiatori, drammaturghi, ecc.) italiani. Colpevoli, a mio (ma anche a vostro, se ci pensate solo un po') avviso, di una sistematica incapacità di pensare in grande, di costruire trame avvincenti o anche solo di copiare chi lo sa fare.
Poiché creano il deserto narrativo e lo chiamano "intimismo", sono solito liquidare i loro stitici parti cartacei con uno sprezzante "la solita cacata italica da due camere e cucina".

E qui veniamo a parlare di questo libro: "Il sopravvissuto" di Antonio Scurati

Un'ottima quarta di copertina me lo aveva fatto comprare in libreria, sfidando, come a volte accade, la sicura delusione che mi avrebbe dato. Sarà che è una cosa così americana, la strage in una scuola, che mi sarò detto: "Sarà italiano, ma magari sa copiare"…
Così pensando, lo avevo, a un tempo, sottovalutato e sopravvalutato.

Sopravvalutato, perché la storia è tutt'altro che americana, ma molto molto italica.
Nella location: il solito-non-identificato-e-non-identificabile-paesotto-della-provincia-padana.
Nei personaggi: cosa c'è di più italico del mondo depresso dei professori di scuola media superiore, del loro rapporto con gli studenti e nella frustrazione dei loro sogni giovanili mai avveratisi?
E, ovviamente, nell'intimismo (e come ti sbagli?): praticamente tutto il libro è un susseguirsi di seghe mentali del professore sopravvissuto allo sterminio dei suoi colleghi, che ora si accusa, ora si assolve, ora si espone, ora si nasconde, ora è coraggioso, ora ha paura… Il tutto senza soluzione di continuità, annegato nell'afa estiva e nella sua viscosa autoreferenzialità…

Lo avevo però anche sottovalutato. E di molto.
Innanzitutto, perché è un libro serio, ben scritto (clamorosamente ben scritto, secondo me) e  ben pensato, con un amore per la parola giusta al posto giusto e una dimistichezza con la "lingua alta" che non capita di trovare spesso.
Ma soprattutto è un libro vero e vicino.
Per quella scuola di cui si parla ci siamo passati tutti, abbiamo visto grandi professori e piccole persone, senza sapere bene chi ci stesse facendo da guida e chi da carnefice, abbiamo alternato momenti di esaltazione adolescenziale a lunghissimi periodi di noia catatonica, ma in qualche modo misterioso vi siamo entrati quasi-bambini e usciti quasi-uomini.

Nello sguardo, nelle parole e nelle riflessioni, spesso ossessive, del professore (di Storia e Filosofia !) quarantenne e sopravvissuto ho sentito per la prima volta il rispetto e la comprensione delle piccole (forse, ma fastidiosamente continue) asprezze che costellano quella terra di nessuno che è (stata) la nostra adolescenza, che, almeno per me, non riesce ad acquistare una connotazione gioiosa nemmeno nel ricordo, con buona pace della solita retorica giovanilista.

E' stato un colpo basso e non me lo aspettavo.
Né che fosse l'argomento cardine intorno a cui ruota l'intero libro, né che se ne potesse parlare in modo così presente e vivo…

Naturalmente, come in tutti i libri italiani ci sono momenti di stanca, cose che si devono dire per forza, posizioni che bisogna prendere e (qui forse sono troppo cattivo) qualche pagina che sa un po' di riciclato, come se fosse troppo ben scritta per non essere pubblicata, anche se c'entra poco con il romanzo.
Ma tant'è… Ben vengano libri così.

Quindi, in conclusione, anche se gli ingredienti delle due camere e cucina ci sono tutti, c'è però una capacità letteraria di grande valore ed una storia che parla a tutti quelli che, come me, nella funzione formativa della scuola ci credono.

E pensano che se uno la riesce a cogliere, la formazione che questo stato straccione riesce ancora a dare gratis, dopo, tutto sarà più facile. In particolare, sarà più facile la convivenza con se stessi, che è molto più importante della vita in sé.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: