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Sabato 24.02.2008 – Amiata

Jesterscore:

Divertimento in moto cinque
Paesaggio quattro
Avventura quattro
Scoperta quattro
Intermezzo N/A

Beh, il tempo che c’era questo weekend, l’avete visto anche voi… Che ve lo dico a fa’?
Talmente facinorosi, stavolta, che ci allontaniamo da Roma –incredibile dictu– con l’Autostrada del Sole.
Punta all’Autogrill di Roma Nord, Bnb ed io soli. Nemmeno un caffè e si parte. Unica cosa degna di nota sull’autostrada è stato il sorpassarsi continuamente con uno con un barcone bmw che dire che guidava di merda è un understatement. In 40 minuti siamo a Orvieto. Cappuccino al food village, Bnb si mangia una pasta mostruosa e finalmente si va a fare un po’ di curve.
Prendiamo la SS 71 Umbro Casentinese e passiamo per Ficulle (feudo di Groppone, citazione colta), poi Fabro, qui sbagliamo strada a una rotonda e arriviamo vicino a Chiusi con una strada dritta e noiosa, vabbè… Capita.

Da Chiusi si va a Cetona, poi Sarteano, quindi Radicofani (feudo di Ghino di Tacco, altra citazione colta). A parte il solito umido sulle curve in ombra, queste strade sono spettacolari: larghe, ben tenute, scenari mozzafiato e soprattutto deserte. Niente paesi, niente limiti, niente assatanati che ti passano sulle orecchie. Que viva el toboga!

Si attraversa la Cassia senza attraversarla (questa è per i solutori più che abili…) e ci si addentra nell’Amiata propriamente detto. Si fa benzina ad Abbadia e si decide di non mangiare (io non ho fame e lui s’era magnato un pasta mostruosa…).

Si taglia l’Amiata e si nota, ancora una volta, il grande mistero di queste zone. Tanto sono desertiche e -aggiungerei- paurose (un giorno ne parlerò…) le zone circostanti sia a destra che a sinistra della Cassia, tanto sono densamente popolate l’Amiata: un susseguirsi di paesi, paeselli, frazioni, agglomerati, palazzine bruttarelle e casermoni di villeggiatura.
Possibile che la gente si addensi lì solo perché fa un po’ fresco d’estate e c’è un triste skilift d’inverno? Mah… Fatti loro, però è strano.

Abbadia, Castel del Piano, Santa Fiora, Arcidosso siamo fuori dalla metropoli del castagno. Andiamo verso Monticello (non questo qui) e siamo di nuovo nel deserto e per giunta su una strada, molto bella che non avevamo mai fatto, la SP 7 Cinigianese, che come è facile immaginare porta in quel di Cinigiano.

Qui giriamo le moto e cominciamo a pensare a tornare verso casa, ovviamente non per la strada maestra. Ci infiliamo in un dedalo di poderali al limite dello sterrato e dopo aver guadato (yeah) il Torrente Trasubbie, di cui ignoravamo l’esistenza fino a questa irruzione nelle nostre vite, arriviamo a Scansano.

Guado!
Qui scopriamo perché non c’era nessuno in giro, tutti i motociclisti del regno, quelli seri, quelli con la tuta, stavano a fumarsi una sigaretta al baretto di Scansano. Da lì in poi torniamo nella (in)civiltà motociclistica, nel senso che ne vediamo tanti: per uno che becchiamo per strada, ce ne sono almeno una trentina fermi ai vari bar che troviamo per strada… Per dare l’idea dell’ambiente, c’è pure un gruppetto di t-maxisti

Ci passa la voglia del cappuccino pomeridiano e decidiamo di tornare a casa per strade poco battute.
Da Manciano, andiamo a Farnese, poi la SP della Valle Olpeta, malridotta ma bella, e per le 16 e 30 siamo a SLN, pronti ad assistere ad un altro match da dimenticare.

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Categorie:bnb, giri, toscana, tuscia, umbria
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